Rapina armi in pugno al Famila I 2 banditi condannati a 4 anni
L’assalto avvenne il 14 giugno dell’anno scorso, fu ferito il direttore del market L’avvocato Beifiori: «Pena mite perché gli imputati hanno risarcito le parti lese»
brescello
Fecero irruzione, armi in pugno (un coltello e un mannaia da cucina) verso le 19, orario di chiusura, nel supermercato Familia di via della Repubblica, per rapinarlo. In pochi minuti paralizzarono dal terrore clienti – ancora numerosi – e dipendenti, presero a cazzotti il direttore del negozio che aveva tentato di opporre resistenza e riuscirono a fuggire con un bottino di circa 10.000 euro. Per poi essere catturati dai carabinieri, dopo un inseguimento durato qualche chilometro, nella frazione di San Sisto di Poviglio. Era il 14 giugno dell’anno scorso.
Ieri i rapinatori, Filiberto Rinaldi, 54 anni, originario di Frosinone, e Emmanuel Molina Sanchez, 38 anni, orgini dominicane, residente a Poviglio, difesi dagli avvocati Rosanna Beifiori e Romina Ferrari, sono stati giudicati con il rito abbreviato (giudice Andrea Rat, pubblico ministero d’udienza Jacopo Berardi) e condannati a quattro anni e quattro mesi di reclusione.
«Si è trattato di una condanna sostanzialmente mite, per come è avvenuta la rapina e per come poi si sono svolti i fatti – spiega l’avvocatessa Rosanna Beifiori – perché i due hanno confessato e risarcito le parti lese durante la fase delle indagini. Tra l’altro, la rapina è stata messa a segno un mese dopo la riforma della legittima difesa che ha fortemente inasprito la pena per le rapine». Sono stati momenti di terrore puro, quelli vissuti dalle numerose persone che al momento del colpo si trovavano dentro il Familia. Dopo aver minacciato una cassiera, in quelle circostanze i banditi si sono fatti consegnare circa 2mila euro contenuti nei registratori di cassa e poi, dopo aver aggredito il direttore del punto vendita – che aveva opposto resistenza cercando di non aprire l’ufficio dove si trovava altro contante – si sono impossessati anche dei soldi in cassaforte, per un totale di circa 10mila euro. Non appena svuotata la cassaforte Rinaldi e Molina Sanchez sono saliti a bordo una Fiat 500 risultata rubata a Castelnovo Sotto che poi i carabinieri di Guastalla coadiuvati dai militari di Brescello e di Castelnovo Sotto hanno trovato abbandonata. I banditi, infatti, hanno proseguito la fuga su un’auto pulita guidata da una donna risultata poi completamente estranea alla vicenda. La cattura dei rapinatori è stata resa possibile grazie al fondamentale aiuto di un cittadino che ha seguito le fasi dell’assalto e che poi è rimasto costantemente al telefono con l’operatore del 112 di Guastalla dando indicazione, in particolare, sulla direzione di fuga della Fiat 500.
L’inseguimento è durato pochi minuti: i due banditi sono stati catturati, il bottino recuperato e poi successivamente restituito, le armi sono state sequestrate assieme al materiale usato dai rapinatori per travisare il viso, ritrovato dentro l’auto rubata. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
