Ex Reggiane, trecento controlli igienico-sanitari
Il bilancio di un mese e mezzo di attività condotta con l’Ausl Un’equipe di volontari per scovare eventuali contagi
REGGIO EMILIA. Oltre trecento colloqui complessivi, coinvolgendo ripetutamente una cinquantina di senza fissa dimora che stabilmente vivono nei capannoni, in un totale di undici uscite avvenute nell’arco di un mese e mezzo, da aprile a metà maggio. Pochissimi, meno di cinque, i casi in cui è stato necessario eseguire un tampone, di fronte a persone che mostravano sintomi sospetti rispetto al contagio da Coronavirus.
Non solo il giro di vite con i controlli delle forze dell’ordine, che attraverso nuovi blitz interforze hanno ricominciato a passare al setaccio le ex Reggiane, affrontando la situazione dal punto di vista della sicurezza e dell’ordine pubblico. Anche controlli da un punto di vista igienico e sanitario, avviati con l’inizio dell’emergenza e destinati a proseguire, sulla base di quanto stabilito dalla Conferenza socio-sanitaria territoriale.
Comune, Ausl, cooperative sociali, volontari delle parrocchie. Per far fronte ai rischi connessi all’emergenza, nell’ultimo mese e mezzo sono state organizzate uscite mattutine, due o tre volte alla settimana, da parte di un’equipe di lavoro composta da infermieri e medici del Centro per la salute della famiglia straniera Ausl, insieme a operatori della Papa Giovanni, della Quercia e ai volontari, impiegando mediamente quattro persone ogni mattina e lavorando su un protocollo specifico.
Scopo di questi interventi è stato quello di fornire informazioni sanitarie sul Covid ai senzatetto incontrati all’interno dei capannoni dismessi, consegnando kit igienizzanti e dispositivi di protezione individuale, come guanti e mascherine. Ai senzatetto, inoltre, sono state fornite indicazioni sulle modalità di accesso alle strutture Ausl, nel caso ne avvertano la necessità. Ai circa cinquanta occupanti delle Reggiane è stata effettuata la periodica rilevazione dei parametri vitali e della temperatura corporea. Ed è stato eseguito l’esame per verificare il livello di saturazione di ossigeno nel sangue: esami per cercare di capire se si era in presenza di polmoniti in atto anche in assenza di febbre.
Visite condotte in una sorta di piccolo ambulatorio allestito su tavolini sul posto, nel rispetto delle norme sul distanziamento. Dagli esami è emerso che l’emergenza Coronavirus sembra aver attraversato le Reggiane senza gravi conseguenze, anche in virtù della condizione di isolamento di chi vive nei capannoni: una popolazione di “invisibili”, estranei a frequentazioni di quei luoghi chiusi che sono stati generalmente fonti di contagio, sventando così il timore che le ex Officine potessero diventare una sorta di bomba a orologeria per quanto riguarda la diffusione del Covid.
Nei casi in cui i medici hanno rilevato problematiche sanitarie non legate al Covid, ma dovute ad altre patologie, sono stati consegnati farmaci specifici. Così come agli occupanti è stato consegnato anche materiale per l’igiene personale. Per i pochi casi sospetti, invece, attraverso la mediazione dei volontari sono state seguite le norme previste nel protocollo per l’emergenza. —
E.Spa.. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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