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IL CASO ETERNIT 

Novellara e Campagnola collaborano per la soluzione

A.C.

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CAMPAGNOLA

Quello dell’eternit alla Bernolda è problema di salute pubblica “intercomunale”, visto che una nuova urbanizzazione residenziale su territorio novellarese, con palazzine costruite quindici anni fa, dista una decina di metri dagli stabili del vecchio allevamento ormai in disuso, su suolo di Campagnola. Dopo un’iniziale bonifica di 6mila metri quadrati restano ancora 14mila metri quadrati di coperture in amianto da eliminare. A dividere i due lotti c’è solo la strada provinciale che collega Novellara a Reggiolo, che funge anche da confine tra i due comuni. Qualche settimana fa, alcuni residenti della Bernolda, frazione novellarese che conta un centinaio di abitanti, avevano lanciato l’allarme dopo che forti raffiche di vento avevano divelto frammenti di eternit dalle coperture deteriorate di quelle vecchie stalle, poi scagliati vicino alle loro abitazioni.

Il pessimo stato in cui si trovano le lastre le rendono potenzialmente cancerogene e quindi preoccupano non poco chi abita nelle vicinanze. Sul problema nei giorni scorsi era già intervenuto il sindaco di Novellara Elena Carletti, affermando che «da alcuni anni si è attivato un dialogo tra il Comune di Novellara e quello di Campagnola per monitorare l’effettivo smaltimento delle coperture in eternit alla Bernolda». «Continueremo a collaborare con il comune di Campagnola per sbloccare la situazione e terminare la bonifica», aveva concluso la Carletti.

Ora emerge un ultimo pezzetto di verità: per legge, dicono sindaco e Giunta di Campagnola, lo smaltimento potrà essere eseguito entro il febbraio 2021. —

A.C.

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