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Più tempo per il Mercatone Uno dal decreto Rilancio post Covid

l.v.
Più tempo per il Mercatone Uno dal decreto Rilancio post Covid

Ieri per i dipendenti sarebbe stato l’ultimo giorno di cassa integrazione a 0 ore Ma l’articolo 51 prolunga ammortizzatori sociali e tempi per il concordato

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S’annuncia una proroga alla vicenda dell’ex Mercatone Uno e quindi anche per la sede rubierese che occupa oltre 40 dipendenti dei 1.643 in forza nelle sedi del colosso dell’arredamento. Il Decreto di rilancio dell’economia, all’articolo 51, estende infatti anche alle imprese in amministrazione straordinaria le misure previste per il concordato preventivo e gli accordi di ristrutturazione al fine di salvaguardare le procedure che avevano probabilità di successo prima dello scoppio della crisi epidemica.

La proroga consentirà il prolungamento degli ammortizzatori sociali (nove settimane di cassa integrazione in deroga per il Covid-19) e la possibilità di dare continuità alle operazioni di ricerca di acquirenti e di cessione dei punti vendita.

I lavoratori attualmente sospesi erano in cassa integrazione straordinaria a zero ore fino a ieri, 23 maggio. A quella data era infatti prevista la cessazione del programma di esercizio d’impresa avanzato dai tre commissari dell’ex colosso imolese fondato nel 1975 dall’imprenditore Cenni, ovvero Giuseppe Farchione, Luca Gratteri e Antonio Cattaneo nominati un anno fa dopo l’ultimo crac del marchio storico che, fra l’altro, ha accompagnato i trionfi del ciclista Marco Pantani.

La notizia del fallimento era stata appresa dai dipendenti via Whatsapp e via Facebook quando la Shernon Holding, che aveva rilevato l’attività di commissariamento, aveva dichiarato a sua volta l’intenzione di cessare l’attività e di essere ammessa al concordato preventivo dopo aver accumulato 100 milioni di euro di debito in soli 10 mesi. Un silenzio che ha messo in affanno anche le migliaia di clienti che avevano versato caparre per fare acquisti.

I disagi hanno inoltre coinvolto le 500 aziende fornitrici che ora vantano crediti non riscossi per quasi 250 milioni di euro nei confronti dei punti vendita; quello di Rubiera era considerato uno dei più solidi fra i 55 centri sparsi in tutta la penisola. Numerosi ordini erano stati fatti a metà maggio dello scorso anno quindi a pochi giorni dalla consegna dei libri in tribunale. Parte di cucine e armadi sono finiti in un’asta programmata per lo scorso 19 dicembre con vendite solo a blocchi e non di singoli oggetti. Chi ha anticipato caparre ha avuto unicamente la possibilità di insinuarsi nel passivo.

Curatore fallimentare del Mercatone Uno è Marco Angelo Russo che a suo tempo ha inviato una lettera a creditori e consumatori informandoli dello “scioglimento del contratto per l’acquisto dei beni di consumo concluso con Shernon Holding Srl”.

E adesso la notizia di una dilazione alla conclusione della vicenda al punto che verrebbe da dire che il Coronavirus questa volta ha dato contribuito a tirare un poco avanti la triste vicenda del gigante imolese. —

l.v.

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