La “fase 2” mette in ginocchio il Comune Sospesi e rimodulati mutui per 25 milioni
Nuovo grido d’allarme dell’assessore Marchi: «Le prime stime di 10-13 milioni sono peggiorate, occorre intervenire»
REGGIO EMILIA
«Peggiorano le stime di disequilibrio sul Bilancio 2020 perché oltre ai 10-13 milioni già stimati a causa dell’impatto della fase acuta della pandemia, dobbiamo aggiungere il “costo” della Fase2: ogni riapertura di servizi e riattivazione di funzioni pubbliche (dai mercati alle biblioteche, ai campi estivi e ai centri per persone con disabilità...) si sta rivelando estremamente onerosa, sia sotto il profilo strumentale (presidi e dispositivi per la sicurezza), sia sotto il profilo organizzativo». Lo afferma l’assessore al Bilancio, Daniele Marchi, lanciando un nuovo grido d’allarme sui conti del Comune, alle prese con le conseguenze economiche legate l’emergenza Coronavirus.
«Ogni attività, vitale e fondamentale per la vita di tutti, gestita direttamente oppure in appalto o convenzione sta chiedendo un grande sforzo di riprogettazione che in quasi tutti i casi proietta maggiori costi – aggiunge Marchi – Pensiamo ad esempio agli indispensabili Servizi per disabili, per i quali la Regione ha emanato le linee guida: la loro applicazione chiederà spazi, procedure, strumenti e rapporti assistenziali/educativi molto più onerosi per garantire distanziamento e sicurezza sanitaria».
Un allarme lanciato – al fianco dell’Anci e degli altri Comuni italiani – già durante la fase acuta dell’emergenza, quando dall’amministrazione avevano stimato minori entrate fra i 10 e 13 milioni di euro. In particolare un mancato introito di oltre 7 milioni di entrate tributarie e di oltre 3 milioni da contravvenzioni, cui fanno da contraltare nuove uscite per un milione di euro per acquisto mascherine e altri presidi e 235mila euro di finanziamento richiesto dall’Istituzione scuole e nidi. Oneri ai quali oneri andranno aggiunti ulteriori costi della Fase 2, allo stato attuale non ancora quantificabili.
Una situazione di difficoltà per la quale il Comune, oltre a ridefinire servizi e strategie, ha introdotto – con una nuova delibera di giunta – rimodulazioni in tema di risorse finanziarie.
«Abbiamo deciso di aderire, e ampliare, le possibilità date dal Governo col Decreto Cura Italia in materia di rinegoziazione del debito degli enti – prosegue Marchi – Reggio è tra gli enti locali meno indebitati di Italia, ma è chiaro che l’impatto della crisi sanitaria rischia di essere pesantissimo anche per un Comune con i conti in ordine come il nostro». E ancora: «Tenteremo di rinegoziare circa 25 milioni di debito – spiega Marchi – con tre diversi istituti, Cassa depositi e prestiti, Banca europea per gli investimenti e Istituto per il Credito sportivo, puntando ad avere un beneficio immediato di minori oneri finanziari sull’esercizio 2020 di circa 2,5 milioni. Assieme alla manovra sul debito, abbiamo anche approvato lo schema del Rendiconto 2019 che approderà in Consiglio entro fine giugno e ci darà la possibilità di applicare un avanzo di gestione di 3,8 milioni. Il Comune sta facendo la sua parte, mentre dal Governo, per ora, abbiamo solo un primo acconto dal Fondo nazionale di 3,5 miliardi promessi. Così non siamo nemmeno a metà strada per la copertura del disequilibrio sul 2020. Serve altro, di più e in fretta».
Secondo quanto evidenziato dal Servizio finanziario del Comune, a Cassa depositi e prestiti si proporrà una rinegoziazione su un ammontare di circa 14 milioni, per una decina di posizioni intestate al Comune. Il beneficio atteso sul bilancio 2020 è di circa 530 mila euro. Con Banca europea per gli investimenti, il Comune procede alla sospensione delle quote capitali dei mutui: o uno slittamento di un anno dell’intera quota in portafoglio di 14 milioni. L’Istituto ha manifestato la disponibilità a sospendere le quote capitali in scadenza nel 2020, ed eventualmente nel 2021, redistribuendo il loro valore in modo proporzionale sulle rate residue, senza un allungamento della scadenza dei finanziamenti.
Le elaborazioni effettuate su questa opzione portano a una stima di risparmi di circa 2 milioni nel 2020 e 550.000 euro nel 2021.
Con Istituto per il Credito sportivo, si procede invece allo slittamento dell’intera quota in portafoglio di 1,45 milioni. L’Istituto ha aderito all’accordo quadro siglato tra Abi e Anci-Upi dello scorso aprile per la sospensione delle quote capitali mutui 2020, e l’operazione segue le caratteristiche delineate in tale accordo. Il beneficio in termini di rata complessiva ammonta a circa 73mila euro nel 2020. Dal Comune aggiungono che la simulazione della situazione di liquidità vede, in caso di spostamento delle scadenze Imu e Tari, possibili difficoltà anche a settembre prossimo. —
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