Hanno frantumato il finestrino dell’auto per rubarmi lo zaino... ma la colpa è mia
La rabbia di una cittadina reggiana vittima di un furto nel parcheggio del centro commerciale Ariosto: «Mi sono trovata sotto accusa»
LO SFOGO
MARCELLA TRIOLO
«Sono cose che capitano…poteva andare peggio!». Questa frase, apparentemente consolante, seppur detta per volere alleviare un dolore o un torto subito, il più delle volte per chi la riceve non ha alcun effetto lenitivo… anzi!
Me la sono sentita ripetere spesso negli ultimi 2 giorni…
Questo venerdì mattina, dopo aver fatto la spesa al centro commerciale Ariosto, come altre volte, ho chiuso la macchina, come faccio tutte le volte che mi allontano, anche solo per un breve istante ed ho fatto pochi metri per lasciare il carrello.
Sono tornata indietro dopo pochi secondi, mi sono avvicinata alla portiera del lato guida, ho aperto la macchina e ho visto i vetri sul sedile, sulla borsa della spesa, il finestrino non esisteva più, era stato completamente frantumato e lo zaino non c’era più. Erano le 11.40, dei malviventi mi avevano appena rotto il finestrino dell’auto e rubato lo zaino; da quel momento è cominciato un incubo!
Qualche tempo fa ho subito un furto in casa… solo chi lo ha provato può capire il senso di violazione profonda che si prova. La sensazione che ho provato è stata quella! Eppure nonostante “io sia la vittima” in questa vicenda, mi sono ritrovata sotto accusa. Io devo sentirmi in colpa? Io ho sbagliato a lasciare sul sedile lo zaino per pochi secondi all’interno di un’auto chiusa a chiave? No!!! Non lo accetto!!!
Non accetto l’atteggiamento di pena mista a rimprovero di chi dovrebbe tutelarmi o aiutarmi, in una situazione del genere. Io non ho sbadatamente lasciato il mio zaino per terra o sulla macchina lasciando la portiera aperta. Ho chiuso a chiave l’auto e questi “malviventi “mi hanno frantumato il finestrino per “rapinarmi”. Sottolineo, che nemmeno se avessi lasciato lo zaino per terra avrei potuto pensare che un ladro sia giustificabile, ma questi hanno spaccato il vetro!
E poi sentirsi dire che ero troppo agitata, e che comunque “signora non si lascia niente sul sedile”: questo no! Mortifichi la vittima e giustifichi il ladro! …E giustifichi anche il centro commerciale che nonostante gli svariati furti che si stanno registrando ultimamente nel parcheggio coperto, non mette telecamere di sorveglianza… e giustifichi le forze dell’ordine, che anche se avvisate non intervengono nonostante si trattasse di una rapina. “È la signora che, quando si calma deve venire qui a fare denuncia”… “eh, ma io gliel’ho detto... ma è troppo agitata” (telefonata tra pronto intervento e guardia giurata).
Si ero troppo agitata, anzi no… ero fuori di me!
Dalla rabbia, dal dispiacere, dal senso di impotenza! Mi hanno portato via tutto quello che avevo con me! Patente, carta d’identità, tesserino sanitario, carte di credito, telefono, soldi, occhiali ed effetti personali. Ma a quanto pare è colpa mia! Ho istigato i ladri, lasciando lo zaino a vista. A quanto pare è questa la “normalità”.
Viviamo in una società che trova la giustificazione ai ladri e colpevolizza chi subisce una violenza. C’è poca considerazione per la persona sconvolta che ha ricevuto l’offesa mentre si tutela l’aggressore, che indisturbato sa di rimanere impunito o quasi, lo testimonia l’arroganza di questi “malviventi” che hanno risposto tranquillamente alla telefonata che la guardia giurata del centro commerciale ha provato a fare al mio telefono che avevano appena rubato, dicendo che avrebbero fatto ritrovare la borsa rubata in giro… e mentre io spiegavo quello che era successo e accorrevo a bloccare le carte, in pochi minuti i ladri decifravano fortuitamente il codice del Bancoposta, e mi derubavano ulteriormente.
Pur avendo scoperto, quasi in tempo reale, da quali sportelli Atm avevano agito, mi sento rispondere che, per la privacy, non è possibile rivelare il numero della PostePay sul quale i malviventi hanno versato i miei soldi. Questo è lo stato delle cose in cui viviamo! Il derubato non ha diritti! Solo colpe! Mi sono sentita rispondere: “Signora purtroppo è così...”, quindi è questo quello a cui ci dobbiamo abituare?.
La mia non è un polemica politica, ma credo chi ha responsabilità di governo, dovrebbe farsi delle domande serie sullo stato attuale delle cose, così come credo che ogni rappresentante delle forze dell’ordine, qualsiasi sia il suo grado o la sua mansione e qualsiasi rappresentate dello Stato, dovrebbero chiedersi perché hanno scelto di fare il loro mestiere.
La mia fiducia nelle Istituzioni e nella politica continuerà per sempre, ma sono certa che la “persona” debba tornare al centro del vivere comune, senza giustificazioni.—
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