Il presidente Salami «Io non aprirò troppi gli ostacoli»
REGGIO EMILIA
«Io non apro. Se devo tenere qui i volontari per otto anziani che vengono al pomeriggio, non si è capito a fare cosa esattamente, non mi interessa: è più l’onere delle bollette e delle pulizie che altro. Il gioco non vale a candela». È categorico Giorgio Salami, presidente del centro sociale Venezia di via Lombroso, situato di fronte alla chiesa di San Maurizio. «Gli ostacoli da affrontare per ripartire sono troppi. Come si fa a sanificare il bagno mille volte al giorno? E poi parliamoci chiaro: i nostri soci sono ottantenni che vengono qui a giocare a carte e che consumano a malapena un caffè».
È stata una decisione dibattuta e dibattuta, prosegue Salami, ma alla fine «il consiglio direttivo del circolo (formato da tredici persone) ha scelto che a queste condizioni non ha senso riattivare la struttura: finché non ci sarà data la possibilità di giocare a carte non se ne fa niente – chiarisce Salami –. Dispiace perché qui abbiamo un parco molto grande, così come una pista da ballo che noi non usiamo potrebbe essere più sfruttata. I nostri frequentatori abituali ci sono quasi tutti: su 350 tesserati ne mancano all’appello solo una cinquantina, l’anno scorso erano 400, e molti ci hanno chiesto informazioni sulla riapertura. Mi spiace ma per ora i miei pensionati stanno meglio a casa». —
Am.P.
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