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L’ex commissario Formiglio minacciato dalle cosche

L’ex commissario Formiglio minacciato dalle cosche

Ora è prefetto a Lecco e prosegue nell’azione di contrasto alla ’ndrangheta Assieme a lui è stato “avvertito” anche un giornalista del quotidiano “Il Giorno”

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C’è l’ex commissario straordinario del Comune di Brescello Michele Formiglio al centro di un episodio di minacce che ha visto coinvolto lo stesso Formiglio (oggi prefetto di Lecco) e un corrispondente del quotidiano “Il Giorno” dell’edizione di Lecco, Como e Sondrio. Sull’accaduto stanno indagando i carabinieri della stazione di Merate (Lecco), che hanno in mano un paio di messaggi intimidatori: nella cassetta della posta del giornalista, infatti, anonimi hanno imbucato suoi articoli con la firma strappata e una croce sulla faccia del prefetto.

Nel primo caso, il giornalista ha trovato una pagina appallottolata con un articolo a sua firma sui funerali di Pino Trovato, fratello incensurato del boss della 'ndrangheta lecchese il pluriergastolano condannato in regime di 41 bis, Franco Coco Trovato, con la firma strappata, come per cancellarla. Nel secondo, nella buca delle lettere ha visto un altro articolo, a firma dello stesso giornalista, in cui si parlava di un'interdittiva antimafia , firmata dal prefetto Michele Formiglio, relativa a un albergo e un ristorante del lungolago di Lecco che sono stati chiusi per il ritenuto pericolo di infiltrazioni mafiose perché lì lavoravano anche familiari del boss Franco Coco Trovato. In questo caso, oltre alla firma cancellata, c'era una croce anche sulla foto del prefetto.

Gli inquirenti stanno indagando con scrupolo sull’accaduto, anche perché nel curriculum di Formiglio figura l’esperienza vissuta in qualità di commissario straordinario del Comune di Brescello (dal 22 febbraio 2016 al 9 ottobre 2017) la cui amministrazione è stata la prima, in Emilia Romagna, a essere sciolta per mafia. E da quando si è insediato in prefettura a Lecco, nell'aprile 2019, ha firmato almeno una decina di interdittive e chiuso altrettante attività in tutta la provincia lombarda tra bar, ristoranti, un'agenzia di pompe funebri di Olginate, uno sfasciacarrozze demolitore a Lecco, un autonoleggio di Lierna e una sala giochi a Cernusco Lombardone. E più di recente ha, inoltre, istituito un osservatorio sulla criminalità organizzata post-Coronavirus per evitare che i mafiosi approfittino della crisi per allungare le mani su settori strategici dell'economia del territorio lecchese.

Durante la sua permanenza a Brescello, Formiglio non ha mai avuto problemi di questa natura: l’unico episodio che ha richiesto indagini è stato quello di un imbrattamento sulla strada davanti al Comune. In quell’occasione la scritta (che recitava la dantesca “Lasciate ogni speranza voi ch’entrate”) era polemicamente rivolta ai commissari rei, secondo l’autore, di non ascoltare le istanze dei brescellesi. In quel caso il colpevole si autoproclamò dopo poche ore. —

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