«Lo stop è iniziato il 5 marzo ma c’erano già casi sospetti»
Roberto Angeli ha seguito quotidianamente la situazione della casa protetta: «Anche logisticamente il caso si è dimostrato complesso»
reggiolo
Dispiaciuto e preoccupato. Il sindaco Roberto Angeli dalla fine di febbraio, momento nel quale è stato chiaro che la situazione nella casa protetta di via Dante Aligheri poteva precipitare, ha seguito la situazione costantemente. «Gli aggiornamenti – dice – sono praticamente quotidiani. È stata ed è tutt’ora una situazione difficile. Anche dal punto di vista logistico. Perché gli anziani della cra sono ospitati in camere abbastanza piccole e hanno molte zone comuni. Se in una situazione normale questa collocazione è positiva, durante il picco della pandemia ha reso la gestione complicata». Insomma, lo scoglio che il personale della casa ha dovuto superare, tra i tanti, è stato proprio quello delle distanze tra ospite e ospite e la necessità dell’isolamento. «Che però, quando è stato necessario è stato garantito – afferma – e lo dico con assoluta certezza». Parla di situazione «con un grado notevole di sfortuna», il sindaco Angeli, che ritorna all’inizio di due mesi da incubo: «Evidentemente nella struttura è entrato un portatore sano e da lì è cominciato tutto». Nonostante la casa di via Dante Alighieri sia stata chiusa a visite esterne di parenti e fornitori addirittura prima dell’8 marzo: «Il 5 – spiega – abbiamo deciso di lo stop totale. Ma c’erano già casi sospetti». Un pensiero Angeli lo rivolge al medico della struttura, alla fine anche lui contagiato da Covid: «Appena abbiamo avuto i primi positivi, ha iniziato subito la terapia su tutti gli ospiti, salvando di certo molte vite e prendendosi anche grandi responsabilità. E per questo io lo ringrazio». —
C.O.
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