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Minoranze sul mercato «Caos dovuto a ritardi e disorganizzazione»

Minoranze sul mercato «Caos dovuto a ritardi e disorganizzazione»

Dettagliato affondo da parte dei gruppi consigliari che denunciano le pecche del primo allestimento in centro dopo lo stop causato dal Covid

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BAGNOLO

Troppa fretta nel voler riaprire il mercato settimanale senza avere organizzato tutto in modo adeguato. È l’opinione dei gruppi consiliari di opposizione “Bagnolo Bene Comune” e “SiAmo Bagnolo”, oltre che del Pd di Bagnolo.

Venerdì scorso, alla riapertura del mercato dopo 75 giorni di stop, all’ultimo momento sette ambulanti su 52 non sono riusciti a trovare posto in piazza Garibaldi. «Senza dirci niente – ha detto uno di loro – hanno deciso di spostare sette banchi delle stecca di dieci vicino all’edicola nella piazzetta Aldo Moro, qui dietro, perché non c’erano i quattro metri di distanza previsti per legge. Il buonsenso avrebbe consigliato di spostare gli altri tre per guadagnare metri senza provocare questo gran trambusto». Un altro ha aggiunto: «Abbiamo dovuto aspettare fino alle 8.30-9 per incontrare i responsabili del commercio del Comune, che alla fine ci hanno spiegato che, sulla base della planimetria usata per la riorganizzazione delle postazioni, la distanza tra un banco e l’altro, in questa stecca, era di soli tre metri. Invece noi ne abbiamo contati anche cinque».

Il sindaco Gianluca Paoli si è giustificato con i tempi strettissimi con cui il Comune ha dovuto lavorare.

«Secondo le notizie riferite dai giornali locali e secondo le testimonianze di chi era presente, la ripresa del mercato settimanale è stata caratterizzata da problemi organizzativi e proteste – affermano in una nota “Bagnolo Bene Comune”, “SiAmo Bagnolo” e il Pd bagnolese –. Alle esigenze di risistemazione imposte dalle nuove norme di sicurezza si è aggiunta una buona dose di impreparazione della amministrazione comunale. Primo: la determina di affidamento del progetto di risistemazione, per un costo di 6.235 euro per i 3 Comuni dell’Unione Terra di Mezzo è datata 4 maggio, un po’ tardi per pensare ad una organizzazione adeguata. La conseguente ordinanza di ripristino dell’evento mercatale completo e la obbligatoria ordinanza della polizia municipale sono pure arrivate in ritardo; l’ultima è datata 21 maggio, soltanto il giorno precedente il mercato, quindi ben oltre le 48 ore minime di pubblicazione per norma. Secondo: gli ambulanti per i quali era previsto lo spostamento non sono stati minimamente informati. Nemmeno al loro arrivo, il mattino stesso, fino alle 9.30, hanno trovato indicazioni segnaletiche, assistenza, spiegazioni da parte della amministrazione comunale. Terzo: esistono fotografie che documentano la carenza del piano di sicurezza; non un cartello con l’informazione dell’obbligo dei Dpi (dispositivi di protezione individuale, ndr) prescritti, non una delimitazione, nessun personale di controllo di eventuali assembramenti. Quarto: se l’amministrazione riteneva non ci fossero i tempi per riaprire già da venerdì il mercato in ordine e sicurezza, poteva consultare gli operatori ed eventualmente rinviare di una settimana, come è accaduto in altri Comuni. Quinto: la dislocazione delle postazioni è regolata da apposite graduatorie, quindi è doveroso chiarire i criteri di scelta». «Mai come in questo periodo così difficile – concludono – la programmazione risulta importante. Fare le cose in fretta e male, senza rispettare le regole, non è la soluzione migliore». —

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