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Lo studio 

Il 27% dei pazienti Covid ricoverato in ospedale è morto entro un mese

J. D. P.
Il 27% dei pazienti Covid ricoverato in ospedale è morto entro un mese

La presenza di altre patologie è un elemento di rischio che incide molto nel decesso dei giovani, negli anziani invece è un fattore meno importante

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REGGIO EMILIA. Nel Nord Italia, nelle aree più colpite dall’epidemia, oltre il 27% dei pazienti Covid-19 ricoverati in ospedale è morto entro un mese dall’ingresso in struttura. È uno degli elementi che emerge dallo studio sulla mortalità dei pazienti ospedalizzati, condotto da un gruppo di ricerca che coinvolge anche l’Ausl–Irccs Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.

Il tasso di mortalità tra i pazienti ricoverati per Covid-19 varia a seconda dei diversi Paesi e anche dei vari studi.

Lo scopo della ricerca, condotta su pazienti ricoverati dal 21 febbraio al 21 aprile, è stato quello di produrre stime attendibili sul tasso di mortalità in considerazione di fattori quali età, sesso e patologie pregresse. Una conoscenza statistica necessaria per valutare l’impatto delle cure.

Lo studio è stato condotto sui pazienti residenti in Lombardia, Veneto e Reggio Emilia, per un totale di 42.927 ricoverati per Covid (982 nella nostra provincia). In tutti i casi la malattia era stata confermata da tamponi.

L’età mediana di questi pazienti era 69 anni. I ricoverati erano per il 62,6% maschi e nel 69,4% dei casi non avevano altre patologie significative (in base al cosiddetto indice di Charlson).

Le curve di sopravvivenza (oggetto dello studio) mostrano che il 22% dei pazienti è morto entro 14 giorni dal ricovero, mentre il 27,6% entro 30.

La ricerca conferma che le donne hanno maggiori probabilità di sopravvivere, così come i pazienti giovani.

Avere patologie pregresse è un elemento che incide molto nella mortalità dei giovani, mentre molto meno negli anziani. Quando un giovane muore spesso aveva anche altri problemi. Nelle persone molto anziane invece pesano di più altri fattori, come ad esempio la debolezza legata agli anni.

Lo studio in questione, dal titolo “Survival of hospitalized COVID-19 patients in Northern Italy: a population-based cohort study by the ITA- COVID19 Network”, è stato pubblicato dal sito “medRxiv”, un archivio online di studi non ancora pubblicati (perché in attesa della cosiddetta “peer review”, revisione da parte dei colleghi).

Il tema del tasso di mortalità in questi mesi è stato ed è molto dibattuto. Il tasso di mortalità in relazione al numero delle persone positive è un indice che varia molto da Paese a Paese perché risente sostanzialmente della capacità del sistema sanitario di intercettare anche i malati con sintomi lievi o gli asintomatici. Lo studio in questione si è invece concentrato sulla mortalità dei pazienti ricoverati, che rappresenta un campo di ricerca più ristretto e di grande utilità al fine di valutare l’impatto delle cure. —

J. D. P.. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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