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«L’Unione metta risorse per sostenere il rilancio»

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VAL D’ENZA

L’Unione dei Comuni della Val d’Enza l’aprile scorso ha deliberato un avanzo di bilancio di 1.146.592 euro. Su questo importante risultato firmano una nota congiunta i consiglieri Alberto Iotti (Alternativa civica per Sant’lario e Calerno), Natascia Cersosimo (M5s Cavriago), Carlo Bronzoni (Lega Salvini premier San Polo), Paolo Savina (Fratelli d'Italia Gattatico), Elena Montanari (Viviamo Montecchio), Valterio Ferrari (Bibbiano Bene Comune) e Alfredo Gennari (Rilanciamo Canossa).

«La deliberazione del 17 aprile scorso evidenzia un avanzo di amministrazione disponibile presunto per il 2019 di 1.146.592 euro. È un importo molto rilevante, su un bilancio corrente dell’Unione pari a circa 19 milioni di euro. Noi riteniamo che elementi come questi non possano rimanere a conoscenza di un ristrettissimo numero di tecnici e amministratori. Poiché essi incidono in modo rilevante sull’utilizzo delle risorse della collettività, debbono invece essere presenti in modo trasparente nel dibattito pubblico». «Il primo interrogativo a cui occorre dare una risposta riguarda le motivazioni che hanno condotto a un tale risultato – spiegano nella nota –. In occasione dell’approvazione del Bilancio consuntivo definitivo in consiglio chiederemo tutti i chiarimenti necessari e li renderemo pubblici».

Il punto più rilevante, riguarda quale utilizzo intenda fare della somma la Giunta dell’Unione sul Bilancio 2020 non ancora approvato. La nota inoltre parla della situazione difficile che stiamo vivendo in piena emergenza non solo sotto il profilo sanitario, ma sempre di più anche dal punto di vista economico e sociale. Cosa che rende necessario che tutti gli enti pubblici orientino i loro bilanci al sostegno alle famiglie e alle attività economiche, così come a un rilancio strutturale del sistema economico.

«Come può l’Unione contribuire a questo impegno collettivo? – conclude la nota – Le strade sono due: la prima è mettere a disposizione del Bilancio 2020 maggiori risorse per fare fronte al crescente disagio sociale delle famiglie; la seconda è utilizzare l’avanzo per ridurre i contributi all’Unione a carico dei comuni, che potrebbero così gestire ulteriori fondi a sostegno delle attività economiche più colpite dal blocco imposto per ragioni sanitarie. È urgente promuovere un’iniziativa in questa direzione, noi siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità». —

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