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Accordo Bizzocchi-Gennari per prendere Canossa

Elisa Pederzoli
Accordo Bizzocchi-Gennari per prendere Canossa

Al lavoro per fare una lista unica e battere il sindaco Bolondi, che si ricandida

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Elisa Pederzoli

CANOSSA

Una lista unica per battere il candidato del centro-sinistra e prendere Canossa. Il piano, per questa tornata elettorale, sarebbe questo a Canossa. Dove, lo ricordiamo, 5 anni fa all’ex sindaco socialista Alfredo Gennari (in carica dall’85 al 2004) mancarono appena 22 voti per riprendersi il paese.

Se nel 2015 non c’erano stati gli estremi per un accordo con la formazione di centro-destra e il pluricandidato sindaco canossano (e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia), Alberto Bizzocchi, nel 2020 le cose potrebbero essere sensibilmente diverse. Oggi l’accordo tra Gennari e Bizzocchi viene dato come cosa certa. E si basa su un patto politico: né Gennari, né Bizzocchi dovranno essere il candidato sindaco. Un passo indietro da parte dei due big locali per un terzo nome di compromesso, che sancisca però quell’alleanza necessaria a portare a casa i voti necessari per vincere. E se le cose andassero come 5 anni fa, e il ticket Gennari-Bizzocchi andasse avanti, la vittoria sarebbe alla portata.

Il nome del candidato sindaco ancora non ci sarebbe. Al vaglio c’è una serie di nominativi. La compagine a sostegno della lista conta i simboli di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e dunque parte della lista civica di Gennari, attualmente in consiglio comunale con quatto consiglieri.

Sul fronte del centro-sinistra, la ricandidatura dell’attuale sindaco Luca Bolondi è altamente probabile. Almeno, da parte del primo cittadino, sicuramente, c’è la disponibilità a mettersi a disposizione del Comune per un altro mandato. Con l’obiettivo chiaro di proseguire il lavoro fatto in questi primi cinque anni di lavoro, durante i quali ha imbastito importanti progetti che nei prossimi anni – è la convinzione dell’attuale amministrazione – troverebbero compimento.

A Canossa c’è chi è convinto che se si fosse andati al voto a maggio, come previsto, e lo scenario anche locale non fosse stato sconvolto dall’emergenza sanitaria, la ricandidatura di Bolondi sarebbe stata meno certa. E resta da vedere, di fronte a una corsa elettorale a due liste, come in casa del Pd e del centro-sinistra si cercherà di fronteggiare una competizione elettorale decisamente più ostica rispetto a una a una corsa a tre. C’è ancora un po’ di tempo per lavorare sulle strategie, anche se l’ipotesi di una chiamata alle urne il 30 settembre con una campagna elettorale da immaginare e imbastire in piena estate viene vista da molti come non ottimale. Specie, probabilmente, per l’attuale primo cittadino, che in questi mesi è stato impegnato come i colleghi degli altri Comuni a fronteggiare la drammatica emergenza sanitaria, che ha posto l’amministrazione comunale di fronte a problematiche e necessità della popolazione inedite e tutt’altro che facili da esaudire.

Nel 2015, lo ricordiamo, Bolondi venne eletto con il 45,85% delle preferenze (941 voti). La lista di Alfredo Gennari (Rilanciamo Canossa) si fermò a 919 voti, pari al 44,78% dei consensi: quella manciata di voti di differenza fu oggetto anche di un ricorso al Tar. Fratelli d’Italia con Bizzocchi ottenne 192 voti (9,35%). —

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