E adesso Bonaccini studia da premier
Intervistato dall’Espresso, non esclude di scendere in campo. Poi precisa: «Non mi candido se ci sono elezioni anticipate»
REGGIO EMILIA
«Il mio “non lo escludo” era riferito al tema di mettersi a disposizione ogni volta che mi è stata chiesta una mano, ma il mio impegno è qui in Emilia-Romagna, io sto qua e sto bene qui, non mi candido premier se ci sono le elezioni anticipate». Lo ha detto Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, ieri nel corso di una puntata dell’Aria che tira, in onda su La7, tornando su quanto detto martedì, intervistato dal direttore dell’Espresso, Marco Damilano, ovvero di non escludere una sua candidatura a premier.
LA DIRETTA
In un passaggio della sua intervista, trasmessa in diretta sulla pagina Facebook dell’Espresso, martedì pomeriggio, rispondendo alla domanda se si vedesse o meno in futuro in una ipotetica sfida con il suo omologo veneto Luca Zaia, il governatore aveva infatti detto: «Non mi vedo come candidato premier, anzi mi chiedo ogni giorno se sono in grado di fare il presidente dell’Emilia-Romagna. Resto con i piedi per terra, ma allo stesso modo non precludo nulla, ci si mette a disposizione se si ha passione politica per migliorare la cosa pubblica».
LE REAZIONI
Dichiarazioni che, oltre a fare il giro del web, non hanno mancato di suscitare reazioni politiche. Come da parte del M5s, ad esempio, che subito ha lanciato un invito a Bonaccini attraverso la consigliera regionale Silvia Piccini: «Pensi a lavorare per l’Emilia-Romagna. L’Italia ha già un premier all’altezza». Più dure le parole della Lega: «Bonaccini ha così tanta passione politica che, ad oggi, non ha ancora presentato le linee di mandato e che le stiamo aspettando – attacca Matteo Rancan, capogruppo del Carroccio in Regione –. Certo è che fra la presentazione del suo libro e la dichiarazione odierna è ormai chiaro che Bonaccini ha altre mire e che sta usando la Regione Emilia-Romagna e l’emergenza Covid per fare carriera politica».
Il passo indietro
Un polverone sul quale ieri è tornato lo stesso Bonaccini: «Io qualche mese fa potevo perdere le regionali – ha aggiunto il governatore – e avrei smesso il mio impegno politico in prima linea e quindi avrei interrotto la mia esperienza, ho vinto in quel modo molto largo e ho preso più meriti di quelli che in realtà avevo». Quanto a Conte, «se il presidente del Consiglio, come ha gestito bene la fase 1, riuscirà a gestire bene la fase 2, e questo lo potremo verificare nelle prossime settimane, credo diventi immediatamente un riferimento, guidando una coalizione ampia di centrosinistra». —
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