Il furto della bicicletta al clandestino ora costa l’espulsione
NOVELLARA
Quel furto di bicicletta all’esterno della caserma dei carabinieri gli costerà l’espulsione. Stiamo parlando del pakistano 31enne Sarwar Waqas e della decisione presa ieri mattina – in tribunale – dal giudice Donatella Bove al termine dell’udienza di convalida dell’arresto.
Waqas è accusato non solo di furto, ma anche di resistenza a pubblico ufficiale per essere andato in escandescenze in caserma a Guastalla. Difeso dall’avvocato Alfonso Boni, il 31enne ha detto in aula che era andato dai carabinieri per parlare del suo passaporto (trattenuto dalla questura, in quanto clandestino e pluripregiudicato) ed uscendo ha sbagliato bici, complice l’alcol in corpo. Il pakistano poi sostiene di essere stato rintracciato sul cellulare dai carabinieri, da qui il ritorno in caserma per restituire il mezzo. Ha spiegato con la paura di tornare in carcere la reazione avuta a Guastalla, dove si è opposto alla fotosegnalazione. Racconto che non ha convinto granché il giudice: oltre a convalidare l’arresto, ha disposto l’obbligo di firma quotidiano in caserma, con l’aggiunta del nulla-osta per l’espulsione. Il processo è stato fissato per il 19 giugno, ma in quella data Waqas potrebbe essere già stato espulso. —
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