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Primo consiglio comunale mascherato e c’è chi prova a fare la differenza

Chiara Cabassa
Primo consiglio comunale mascherato e c’è chi prova a fare la differenza

In Sala Tricolore tra distanziamento e gel igienizzanti non è mancato un defilée: protagonista l’accessorio dell’anno  

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Occhio all’Outfit

Chiara Cabassa

Distanziati e igienizzati ma, soprattutto, diversamente mascherati. Il primo consiglio comunale “in presenza” andato in scena lunedì scorso ha avuto una scenografia tanto surreale quanto doverosamente pragmatica, dal momento che le regole di questa Fase 2/3 valgono fuori come dentro il palazzo comunale. Ci mancherebbe.

Regole sulle quali non si transige ma che possono in ogni caso essere declinate secondo quel “de gustibus” che rende la realtà un po’ meno plumbea e un consesso istituzionale come il consiglio in Sala Tricolore un po’ più vicino a ciò che accade... fuori.

E non si parla di movida. Quella è roba da venerdì sera. E il consiglio si fa il lunedì, tanto per mettere i puntini sulle i. Si tratta piuttosto di quella voglia di normalità, quel desiderio impellente di lasciarsi alle spalle il peggio, quel pizzico di vanità dal quale è difficile sottrarsi, che non ha risparmiato neppure i consiglieri e le consigliere comunali chiamati a partecipare a una seduta che si annunciava inusuale. E che così è stata. Andando peraltro oltre le aspettative.

Le mascherine. Già, quell’oggetto su cui non sono mancate polemiche e sul quale non sono state risparmiate critiche. Quell’oggetto che, per averlo, all’inizio della pandemia, in molti erano disposti ad aspettare in pigiama l’apertura della farmacia... nel caso fossero nottetempo arrivate. Quell’oggetto che poi è stato il dono più inflazionato da parte di miriadi d’associazioni (a partire dai nostri fornitissimi amici cinesi) e contemporaneamente il business impensato di tante aziende che si sono strategicamente convertite. Quelle mascherine di cui ora straripano i nostri cassetti come, alcuni mesi fa, esondavano di cibo i nostri frigoriferi.

Ma c’è un ma. Se davvero queste mascherine ce le dovremo portare appresso per un lasso di tempo che si avvicina all’infinito, potremo mai accontentarci di quelle tristi mascherine azzurre (quelle stesse per le quali abbiamo fatto instancabili la fila due mesi fa) se è possibile ora trovarne di assai più fashion in qualsiasi negozio e su qualsiasi sito. Il prezzo? Ora pare non essere più un problema.

E così se la maggior parte dei consiglieri comunali si è presentata lunedì in Sala Tricolore con la tradizionale mascherina chirurgica, a partire da Claudio Pedrazzoli e Fabrizio Aguzzoli a dare il buon esempio forti della loro esperienza in corsia, altri hanno scelto per il giorno del grande ritorno dopo il lockdown di “sfoggiare” il loro ultimo acquisto.

Nostalgici Davide Corradi e Matteo Melato che con la mascherina della Reggiana (calcio) ci hanno fatto capire che la loro fede sportiva non è stata intaccata dalla pandemia. British Dario De Lucia che con la mascherina scozzese ha messo in chiaro che niente e nessuno gli potrà impedire di mantenere le distanze da quel politically correct che non fa per lui. A trionfare per originalità Marwa Mahmoud che ha accostato a un turbante rosso fuoco una mascherina variopinta a fare pendant con l’abito fantasia maculato. Ma a guadagnarsi l’applauso è l’avvocato Claudio Bassi che si è presentato al rendez vous con una maschera più che mascherina bluette, virante al viola, orgogliosamente indossata su un completo tono su tono.

Quanto al resto dei consiglieri/e, a partire dal sindaco, la sobrietà l’ha fatta da padrona con una larga maggioranza di mascherine che se la giocavano tra l’azzurro, il rosa e il bianco più o meno ottico. Portate, va detto, a coprire naso e bocca da manuale. Che dire dei guanti? Bisognerà fare delle ricerche perché se quelli bianchi o blu (che poi ci lavi anche i piatti) vanno per la maggiore e sono da tempo stati sdoganati, quelli rosa apparsi in Sala Tricolore... meriterebbero un approfondimento. C’è qualche festa della donna da recuperare?

Da manuale l’uso delle mascherine. Da manuale anche il distanziamento sociale in Sala Tricolore con alcuni consiglieri piazzati matematicamente a scacchiera nei palchi. A dimostrare che il distanziamento forse ucciderà il virus ma sicuramente affligge l’inclinazione alla convivenza sociale, i selfie scattati dai consiglieri davanti al municipio. Segnali di vita. —





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