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Ripartirà anche il ValoRugby «Stiamo facendo i salti mortali»

l. g.

Alla Canalina gruppi da 16 unità e un educatore ogni otto bambini «Non sarà un’estate redditizia ma non ce la siamo sentita di chiudere» 

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il commento

Quello della Canalina è oramai da anni un appuntamento estivo per centinaia di bambini e famiglie reggiane. Un’occasione per divertirsi, stare assieme durante la chiusura delle scuole e al contempo praticare anche del sano sport. Ma per il ValoRugby, così come per tante altre realtà reggiane e italiane, l’organizzazione del suo campo estivo è una questione complessa, senza considerare l’aspetto economico: con le attuali restrizioni, soprattutto per quanto riguarda il numero ridotto di utenza che è possibile accogliere e gli oneri per la sicurezza e i controlli, il miracolo sarà pareggiare i conti. «Stiamo facendo i salti mortali per organizzarci – conferma la dirigente della società sportiva, Antonella Gualandri – pur sapendo che quest’anno l’attività estiva sarà tutt’altro che redditizia». Addio quindi a un’entrata tutt’altro che secondaria per il bilancio del ValoRugby ma, prosegue Gualandri, «il nostro è un servizio che facciamo da tanti anni e nonostante questo scenario generale non ce la siamo sentita di tenere chiuso togliendo un importante supporto alle famiglie, soprattutto in un momento come questo».

Quel che è certo, viste le linee generali dettate dalla Regione e i numerosi confronti con il Comune di Reggio, è che l’estate 2020 sarà assai diversa. «Abbiamo sempre avuto molti bambini durante tutta l’estate – prosegue la dirigente – anche perché siamo fra le poche realtà reggiane che non hanno mai chiuso nemmeno ad agosto. Ma ora applicare il protocollo fra distanze, limitazioni, percorsi separati e sanificazione sarà un gioco abbastanza complesso. Anche il fatto di far vedere il programma e la struttura ai genitori per il patto di corresponsabilità ci impone dei cambiamenti: faremo una proposta di pacchetti per cui si presuppone che il bimbo venga almeno due settimane al campo estivo».

Già decisa invece l’organizzazione, rivolta alla fascia di età fra i 4 e i 12 anni: «I gruppi saranno di 16 bambini con un educatore ogni 8 e ogni gruppo farà attività per contro proprio perché non può più esistere la promiscuità fra gruppi diversi. Probabilmente partiremo l’8 giugno, ma abbiamo una riunione questa sera (ieri, ndr) e può essere che posticiperemo al 15 giugno. Non faremo comunque i pasti, è troppo complicati, le famiglie li porteranno da casa».

Mentre per i costi «nel protocollo comunale hanno previsto delle tariffe indicative», il Valorugby «cercherà di coniugare la parte motoria con la parte didattica attraverso degli specialisti, purtroppo per i bambini non sarà un’estate di sfogo e lo sforzo è rendere piacevole il soggiorno con tutte queste limitazioni». —

l. g.

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