Rotoballe a fuoco in strada Pironda, è il nono incendio in appena 17 giorni
Reggiolo e Coreggio, l’allarme è scoppiato nella notte tra martedì e mercoledì anche in una fattoria di Fosdondo. Salvati gli animali
REGGIOLO. Nove incendi di balle di fieno in 17 giorni: maggio di fuoco per gli agricoltori reggiani. Tanti per non sospettare che dietro si nasconda qualcosa di poco chiaro. Eppure la realtà sembra più semplice: fenomeni, per quanto ripetuti, di autocombustione. Almeno questi sono i risultati delle indagini dei tecnici dei vigili del fuoco e dei carabinieri che in questi giorni sono accorsi di notte e di giorno nelle fattorie della zona pedecollinare e in pianura, fino alla Bassa.
Nella notte tra martedì e mercoledì, altri due episodi: gli allarmi sono scattati alle 20.30 in via Ronchi a Fosdondo di Correggio, nella fattoria San Prospero, dove l’incendio di rotoballe ha messo a rischio anche gli animali, ricoverati in una stalla a poca distanza. E un’ora e mezza più tardi è toccato alla corte di Antonio Tognoli, a Reggiolo, in strada Pironda 42, al confine tra il territorio reggiano e quello mantovano. Il fuoco ha distrutto 130 rotoballe di primo taglio, pari ad un valore di circa 6.000 euro.
Appena il titolare ha sentito il classico odore di bruciato si è insospettito e ha visto che nella stalla dov’era stato stipato il fieno usciva del fumo. Le fiamme si sono sviluppate in un baleno. Immediata la chiamata al 115. Sul posto è arrivata una squadra dei vigili del fuoco di Guastalla, che ha circoscritto le fiamme salvando la stalla e dando la possibilità all’agricoltore di salvare gli animali. Le rotoballe, ancora fumanti, sono state sparse in aperta campagna.
«Quest’anno gli agricoltori, a Pasqua, hanno avuto molta fretta di tagliare l’erba e hanno accatastato i botoloni nei loro fienili – spiega un agronomo –. Il problema è che se questa erba è più ricca di zuccheri anziché di lignina, se non è stata ben seccata e lasciata all’aperto, dopo circa 20 giorni potrebbe fermentare e quindi prendere fuoco per autocombustione».
LA SCIA DI FUOCO. Ma la scia di fuoco è lunga e inizia a mezzanotte e mezza del 9 maggio quando i vigili del fuoco devono intervenire con urgenza in via Molino Traghettino a Cadelbosco Sopra per un incendio divampato in una piccola azienda agricola di proprietà di un 30enne reggiano. Le fiamme distruggono una settantina di balle di fieno che erano state ammassate all’esterno di una stalla. Trascorre la notte e alle 8 i mezzi ripartono questa volta diretti in Strada Vecchia a Bagnolo nell’azienda agricola “Old road farm”. Stipati in un capannone ci sono 4.000 quintali di fieno; il fuoco distrugge 200 rotoballe e 600 balle rettangolari. Tutto sommato, poteva anche andare peggio.
Ma non è finita ancora: alle 18 tocca all’azienda agricola biologica Rio Moreno che si trova in via Oscar Zanichelli, a Ghiarda, Reggio Emilia. Anche qui danni ingenti. Qualche giornp di tranquillità, poi si ricomincia. Il 15 maggio vigili del fuoco e carabinieri accorrono in un’azienda agricola di via Ariosto a Bibbiano, gestita da una 75enne. L’una è passata da poco e il capannone nel quale sono stivate le rotoballe è un rogo. Quello di Bibbiano è certamente l’incendio con danni maggiori: 2.000 rotoballe in cenere, perse alcune decine di migliaia di euro. I soccorritori resteranno sul posto ben più di 24 ore. Le operazioni finiscono giusto in tempo per riprenderle a Campegine, nella frazione di Caprara, dove alle 5 del mattino si alza una densa nube di fumo da una fattoria. Fortunatamente i danni sono limitati: 30 rotoballe incendiate. Il 22 maggio, di nuovo a Campegine, questa volta in via Amedola nell’azienda Agricola Codeluppi: 150 rotoballe in fumo. Il 23 maggio alle 15 tocca a un’altra fattoria di via Ariosto a Bibbiano, dove scoppia l’ennesimo incendio che distrugge “solo” una ventina di rotoballe.
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