«Andrò comunque a portare un fiore»
II Covid-19 ferma la cerimonia per le vittime a Reggio. La presidente del Comitato: «Un anniversario ancora più triste»
REGGIO EMILIA
Non ci sarà alcuna commemorazione, quest’anno, davanti al monumento dedicato alle vittime dell’Heysel, che il 29 maggio di 35 anni fa furono travolte dalla follia degli hoolingans britannici prima della finale di Coppa dei Campioni tra la Juventus e il Liverpool. Ma se il Covid-19 ha impedito che, oggi, decine di persone si trovassero in via Matteotti, davanti allo stadio Mirabello, non ha certo cancellato quanto successo, né tantomeno la memoria dei 39 che persero la vita in quella tragica occasione, tra cui il 28enne fotografo reggiano Claudio Zavaroni.
«Quest’anniversario è ancora più triste, ma io andrò comunque a depositare un fiore» assicura Iuliana Bodnari, presidente del Comitato Heysel che, quattordici anni fa, è nato per valorizzare l’immagine del monumento reggiano e «organizzare convegni per fare conoscere questa vicenda tragica, perché non si possa mai più ripetere».
Oggi il comitato reggiano sfrutterà la sua pagina Facebook (Comitato per non dimenticare Heysel Reggio Emilia) per commemorare coloro che persero la vita il 29 maggio del 1985. Ma la tragedia dell’Heysel, sottolinea Bodnari, non andrebbe ricordata solo il 29 maggio: «Quel giorno infausto, un giorno di follia, ha lasciato su quei gradoni fatiscenti 39 persone che non tornarono più a casa. Quello stadio rimarrà per sempre conosciuto per questo ed è inutile aver cambiato il nome in “Re Baldovino”: per noi rimarrà per sempre Stadio Heysel». Luogo di una tragedia che, aggiunge, «in verità non ha mai avuto giustizia, perché ancora oggi la memoria delle 39 vittime viene derisa e calpestata da chi nemmeno sa cos’è successo quel giorno. Facile agire così per chi non sa cosa vuol dire perdere un famigliare in quel modo. Se lo sapessero forse, e dico forse, avrebbero più rispetto per chi quel giorno perse il bene più prezioso: la vita».
«Difendere questa memoria è compito nostro – conclude – e non solo: ognuno nel suo piccolo può fare qualcosa affinché questa tragedia non cada nell’oblio. Il 29 maggio del 1985 persero la vita 32 italiani, quattro belgi, due francesi e un irlandese che volevano solo vedere una partita di calcio».
Nemmeno Adele Fontana potrà più andare al monumento. La mamma-coraggio di Claudio Zavaroni, che ha sempre tenuto vivo il ricordo di suo figlio, è morta lo scorso novembre. In questa giornata tanto triste il pensiero di tutti va anche a lei. —
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