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Crisi idriche, il fiume Po a breve rischia di dimezzare la portata

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L’Autorità distrettuale del Po ha diramato una nota di medio periodo per approfondire l’andamento idrologico nell’intero comprensorio distrettuale, tenuto conto delle mutate condizioni meteorologiche degli ultimi 15 giorni, delineando così lo scenario complessivo fino al prossimo Osservatorio, che il segretario generale Meuccio Berselli ha convocato per l’11 giugno. Nel periodo esaminato le precipitazioni cadute hanno concesso una temporanea tregua alla scarsità idrica dopo 4 mesi di quasi totale assenza di piogge, incrementando i livelli delle portate del Po nelle diverse sezioni e contribuendo, al contempo, al riempimento dei grandi laghi alpini. Laghi che, a oggi, stanno svolgendo il fondamentale ruolo di serbatoi di risorsa idrica risultando invasati per oltre il 96% della loro capacità. In quest’ottica si è potuto garantire un approvvigionamento di oltre 156 milioni di metri cubi di acqua che rappresentano oggi la garanzia più immediata per i territori di valle. Inoltre si conta anche su una buona ricarica delle falde sotterranee. Ma vi sono rischi potenziali di crisi in relazione all’aumento delle temperature e all’avvio dell’intensa attività di prelievo. Le previsioni distrettuali stimano che in corrispondenza del prossimo Osservatorio permanente sulle crisi idriche dell’11 giugno le portate del Po potrebbero attestarsi a una quota fino al 45% al di sotto della media del periodo. —

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