Gazzetta di Reggio

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LA SENTENZA DEL TAR 

«È un’agenzia per il gioco» Star Poker non può rimanere in locali a uso commerciale

Luciano Salsi

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REGGIO EMILIA

Star Poker è a tutti gli effetti un’agenzia per il gioco e, dunque, non può svolgere la sua attività in locali che hanno una destinazione d’uso commerciale. Lo ha deciso il Tribunale amministrativo regionale di Parma, respingendo il ricorso della società a responsabilità limitata e convalidando, quindi, l’ordinanza con la quale il Comune di Reggio Emilia aveva imposto di ripristinare la destinazione a cui deve essere adibito l’immobile di via Tirelli, a Sesso, in cui era stata aperta l’agenzia.

Star Poker operava per conto della società maltese Phoenix International, raccogliendo dai clienti scommesse su eventi sportivi.

Fungeva, cioè, da intermediaria nei confronti del bookmaker, al quale trasmetteva on line le puntate trattenendo una quota per il servizio.

Per verificarne la regolarità dell’attività, la polizia municipale di Reggio aveva compiuto un primo sopralluogo il 16 febbraio 2015. Vi aveva trovato dieci postazioni di computer per i clienti, due per il personale, quattro televisori per assistere alle partite e alle altre manifestazioni sportive e diversi cartelli identici a quelli che vengono affissi nelle sale slot per evidenziare le regole e i rischi del gioco d’azzardo.

In tale occasione Raffaele Sglavo, legale rappresentante della srl, aveva dichiarato di avere chiesto alla questura la licenza per raccogliere le scommesse. Un secondo sopralluogo era stato effettuato l’8 aprile dello stesso anno. Il 21 maggio 2015 il Comune ha inviato a Marisa Gasparini, proprietaria dei locali, la comunicazione di avvio del procedimento amministrativo per avere cambiato senza autorizzazione la destinazione d’uso dall’ambito B11 (funzioni commerciali e terziarie a forte concorso di pubblico) all’ambito B17 (attività ludico-ricreative con problematiche d’impatto).

Non è servita la memoria difensiva con cui Star Poker sottolineava di svolgere solo transazioni, di non avere installato le macchinette delle sale slot e di non avere compiuto opere edilizie nei locali. Il Comune, dopo avere richiamato le disposizioni regionali a lui favorevoli, ha emesso l’8 settembre 2015 l’ordinanza che intimava il ripristino della destinazione d’uso originale entro 60 giorni. Un terzo sopralluogo, il 18 gennaio 2016, ne verificava l’inottemperanza.

Star Poker, però, dieci giorni prima aveva inviato un ricorso al presidente della Repubblica. L’opposizione del Comune ha fatto sì che la controversia passasse nelle mani del Tar, che lo scorso 22 aprile ha sentenziato dichiarando infondate tutte le ragioni addotte dalla srl. —



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