A Reggio con il virus utilizzata in 4 mesi la cassa integrazione di tutto l’anno 2012
Quasi due ore su tre riguardano il settore della meccanica Seguono comparti trainanti come l’edilizia e il commercio
REGGIO EMILIA. Nei primi quattro mesi dell’anno abbiamo usato la stessa cassa integrazione usata in tutto il 2012. L’industria reggiana, e in particolare il settore della meccanica, ha particolarmente sofferto infatti il lockdown che ha costretto molte imprese della nostra provincia a fermare la propria corsa.
Nei primi quattro mesi di quest’anno sono state infatti oltre 11,1 milioni le ore di cassa integrazione richieste all’Inps (fra cassa ordinaria, in deroga e fondi di solidarietà) per i lavoratori dipendenti da aziende coinvolte nell’emergenza sanitaria. Numeri più elevati, ma relativi a un anno intero, vennero registrati solo dieci anni fa (16,7 milioni le ore autorizzate nel 2010) e furono quasi alla pari (11,6 milioni) in tutto il 2012. Il blocco delle attività ha avuto il picco in marzo e aprile con il 96% delle richieste (10,7 milioni) di sospensione avanzate all’ente previdenziale.
Sono le rilevazioni che derivano dalle analisi svolte dall’Ufficio studi della Camera di commercio che ha elaborato i numeri riferiti a tutti i settori produttivi individuando nell’industria il comparto maggiormente penalizzato dal blocco originato dal Coronavirus: oltre 10 milioni le ore di sosta forzata. E quasi due ore su tre fanno riferimento alla meccanica che, da sola, ha contato oltre 6,3 milioni di ore di cassa integrazione ordinaria cui si aggiungono le 234 mila ore del settore metallurgico.
Un triste primato che si ovviamente deriva dall’elevato numero di aziende del settore operanti nel reggiano.
Ma non è andata molto bene anche negli altri comparti. Sono ad esempio 880 mila le ore di cassa integrazione riferite al settore della ceramica e quasi 850 mila quelle del sistema moda cui vanno aggiunte altre 535 mila ore del settore chimica, petrolchimica, gomma e materie plastiche. Massiccia impennata di ore di sosta obbligata anche per il settore delle costruzioni dove il Covid 19 ha costretto ad un balzo di ore di cassa ordinaria di 649 mila ore nel primo quadrimestre 2020.
Su livelli decisamente inferiori la cassa integrazione straordinaria che ha raggiunto le 280 mila ore; di queste 166 mila sono state finalizzate alla riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale, mentre le restanti 114 mila hanno riguardato i contratti di solidarietà. Anche per la gestione straordinaria la maggior parte delle ore di sospensione è avvenuta nel comparto manifatturiero (235 mila) e solo poco più di 23.000 sono state destinate all’edilizia; 21.446 infine al commercio. Ben 147.565 ore in deroga sono giunte dal commercio.
Luigi Vinceti. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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