Gazzetta di Reggio

Reggio

VIOLENZE DOMESTICHE 

Accoltella l’ex compagna, fermato a Due Maestà

Ambra Prati
Accoltella l’ex compagna, fermato a Due Maestà

Stava scappando da un paese del Veronese dopo aver causato gravi ferite al volto della donna che l’aveva lasciato

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA

Al culmine di una lite domestica ha accoltellato al volto e al capo l’ex compagna, una 52enne residente a Caprino Veronese, per poi fuggire. Ma la rocambolesca fuga dell’uomo violento è durata poche ore: i carabinieri di Rubiera e quelli della Sezione Operativa di Reggio Emilia, allertati dai colleghi, lo hanno intercettato e fermato in via Anna Frank, tra Sabbione e Due Maestà, mentre cercava di recarsi all’estero, come hanno dimostrato le due valigie e i 1.500 euro trovati sulla vettura. Un 40enne marocchino catturato dall’Arma è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto: ora si trova nel carcere della Pulce, accusato di lesioni personali aggravate e deformazione dell’aspetto della persona offesa mediante lesioni permanenti al viso, una nuova fattispecie di reato introdotta dal Codice Rosso, la speciale procedura anti violenza di genere entrata in vigore nel luglio 2019, che prevede interventi veloci e pene particolarmente severe per gli aggressori.

Il reato di deformazione ad esempio è punibile con una condanna dagli 8 ai 14 anni: se lo sfregio comporta la morte della vittima è previsto perfino l’ergastolo.

Il fatto di sangue si è consumato alle 20 di giovedì sera nel comune veronese, dove l’uomo, che non accettava la fine della relazione e l’abbandono unilaterale, durante un drammatico diverbio con l’ex ha afferrato un coltello da cucina e ha sfregiato la donna: la vittima ha riportato una ferita deturpante al viso superiore a venti centimetri, oltre a un taglio profondo sul cuoio capelluto.

Subito dopo l’aggressione il responsabile, identificato grazie al racconto della vittima, si è volatilizzato; i carabinieri della Compagnia di Caprino Veronese hanno scatenato la caccia all’uomo, diramando le ricerche in diverse province e anche nel Reggiano, visto che alcuni indizi portavano proprio nella nostra provincia. Sono stati i carabinieri di Rubiera a consentire la svolta in tempi record dell’indagine: difatti dall’esame minuzioso dei varchi delle telecamere stradali, la targa dell’auto dell’uomo è risultata in transito nel Rubierese.

La trappola è scattata alle 2.30 della notte tra giovedì e ieri, poche ore dopo l’aggressione, quando i militari reggiani sono riusciti a bloccare l’auto del fuggiasco in via Anna Frank. La perquisizione del veicolo ha portato ulteriori elementi di responsabilità a carico del quarantenne, che aveva ancora addosso gli abiti insanguinati descritti dalla ferita, nonché la scoperta del suo piano di superare i confini, come hanno confermato le valigie stracolme di abbigliamento ed effetti personali.

Pare che l’uomo si trovasse nel Reggiano solo di passaggio: è probabile che avesse scelto strade “basse”, evitando la via Emilia più controllata, per poi imboccare l’autostrada A1, ma su questo aspetto gli accertamenti sono ancora in corso. Intanto, visto l’indubbio pericolo di fuga del reo, l’uomo è stato ristretto in carcere, a disposizione del pm di turno della Procura di Reggio, dove l’arrestato sarà sottoposto all’interrogatorio di garanzia. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google