Due morti e altri dieci contagi a Reggio L’ultimo paziente lascia la Rianimazione
Liberate le terapie intensive del Santa Maria, del Core e di Guastalla. Foto ricordo e applausi tra medici e infermieri
REGGIO EMILIA. «Quel giorno che aspettavamo da mesi è finalmente arrivato. Per noi e per i pazienti. Grazie a tutti». Sono schierati come una squadra, chi in piedi chi in ginocchio, per celebrare l’uscita dell’ultimo paziente dai reparti di terapia intensiva del Santa Maria Nuova, del Core e dell’ospedale di Guastalla si sono svuotati. Il primo venne ricoverato il 28 febbraio. Ecco perché quelle parole di ringraziamento, pronunciate prima della foto ricordo da uno dei medici reggiani che si sono schierati davanti all’obiettivo tenendo in mano un cartello con scritto «Un nuovo inizio». Categoria che dall’inizio della pandemia ha visto arrivare e si è presa cura di qualcosa come 2.207 malati Covid distribuiti poi nei vari ospedali reggiani.
«Nessun paziente Covid nelle terapie intensive della provincia di Reggio Emilia» è stato infatti l’annuncio ufficializzato ieri dall’Ausl di Reggio Emilia. L’ultimo paziente è uscito dalla terapia intensiva due giorni fa, alle 17.30, liberando i tre reparti dislocati nell’Arcispedale Santa Maria Nuova e Core, con un totale di 42 posti letto, e all’ospedale di Guastalla, con 12 posti letti, che non hanno quindi più positivi ricoverati.
Lo strascico del Covid però non è ancora terminato: altri due anziani di 83 e 87 anni (un uomo e una donna di Reggiolo e Cadelbosco Sopra) sono deceduti in queste ore a causa del virus. Due ulteriori lutti che portano a 578 decessi, secondo il totale rilevato dall’Ausl di Reggio, che conta anche 10 nuovi contagi distribuiti unitariamente tra Casalgrande, Gattatico, Novellara, Quattro Castella, Reggio Emilia (3 casi solo qui) e Sant’Ilario d’Enza, mentre i rimanenti due casi sono di persone residenti fuori provincia.
La macchina sanitaria prosegue infatti il suo lavoro. Attualmente restano 120 i degenti totali, di cui 31 per Coronavirus e 89 per patologie diverse con una pregressa positività. «Ora più che mai è necessaria la collaborazione di tutti per rispettare le misure di prevenzione per il contenimento del virus, nella speranza che la riduzione dei ricoveri sia confermata anche nei prossimi giorni», conclude l’Ausl reggiana.
Pur essendosi ridotte le criticità, da Piacenza a Rimini non si ferma il piano di rafforzamento messo a punto dalla Regione che ha portato complessivamente a oggi 2.236 posti letto attivati per i pazienti Covid-19: 1.985 ordinari (266 in meno rispetto al 22 maggio) e 251 di terapia intensiva (26 in meno rispetto al 22 maggio).
A Reggio sono 219 i posti letto per Covid (di cui 35 di terapia intensiva) ma il primato è di Piacenza, con 309 posti (di cui 21 di terapia intensiva), 282 a Parma (22 di terapia intensiva), 306 a Modena (55 di terapia intensiva), 501 tra Bologna e Imola, e dunque nell’area metropolitana (52 di terapia intensiva, di cui 8 a Imola), 177 a Ferrara (16 di terapia intensiva).
Sono invece 442 in Romagna, zona che si appresta ad assorbire anche l’arrivo dei tanto attesi vacanzieri. Nella regione costiera sono presenti 50 posti di terapia intensiva. Lo spaccato conta tra gli altri 126 posti letto Covid a Rimini (di cui 27 per la terapia intensiva), 37 a Ravenna (di cui 2 per la terapia intensiva), 66 a Cesena (di cui 11 per la terapia intensiva). —
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