«La pandemia può generare paura e demotivazione»
La monotonia è subentrata nelle nostre vite a partire da quell’8 marzo.
Ricordo bene quella sera in cui è stato annunciato il lock-down. Precisamente era un sabato sera. Io e le mie amiche non avevamo voglia di uscire, così abbiamo optato per una cenetta fra di noi a casa. Forse, inconsapevolmente, eravamo già al corrente di cosa stava succedendo. Era importante per noi stare insieme e penso che non avremmo potuto passare l’ultima serata insieme meglio di così.
Mi manca tutto, persino le cose più ordinarie che solo ora capisco quanto fossero speciali.
Ora, chiudete gli occhi. Pensate a quanto sarà piacevole il sapore di un caffè assaporato al bar con un’amica. Pensate a quanto sarà bello incontrare di nuovo i nostri colleghi all’ università. Pensate a quanti abbracci e quante parole non daremo più per scontato nella nostra vita.
Dovremo disabituarci ai pensieri di prima, alle certezze di prima, forse anche all’idea che sia possibile e sensato consolidare delle abitudini.
La pandemia può generare paura, scetticismo e demotivazione.
Ma un modo di contrastare questi sentimenti negativi è proprio quello di pensare a cosa, invece, si potrà ricostruire dopo.
E i giovani sono, come spesso si sente dire e oggi con ancora più forza, la risorsa del futuro. —
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