Parte da uno studio reggiano la querela a Irene Pivetti
L’ex presidente della Camera, rappresentante di una società con sede a Varsavia accusata di ricettazione, frode nell’esercizio del commercio e altre violazioni
REGGIO EMILIA. Parte da Reggio la querela all’ex presidente della Camera dei deputati Irene Pivetti per la vicenda delle mascherine non certificate di cui tanto si è parlato nelle scorse settimane.
Lo studio legale Pagliani-Tarquini ha depositato alla Procura del Tribunale di Parma una denuncia-querela nei confronti della Pivetti, rappresentante legale della Only Italia Tech and Trade Sp.Zoo, società con sede legale in Polonia, nella capitale Varsavia. Pagliani e Tarquini si sono mossi su mandato di Andrea Ermelli e Fabio Bolzoni, rispettivamente amministratore unico e rappresentante legale della società Metella Logistics di Parma. Nella querela, i legali chiedono che si indaghi per truffa aggravata, insolvenza fraudolenta e per diffamazione.
A inizio maggio la guardia di finanza di Savona ha sequestrato in Lombardia centinaia di migliaia di mascherine importate dalla società della Pivetti, al termine di un’inchiesta avviata dalla procura di Savona dopo la segnalazione di un farmacista della città ligure.
Le accuse sono pesanti: ricettazione, frode nell’esercizio del commercio, vendita di cose con impronte contraffatte e violazioni alla legge doganale.
Le protezioni della Only Italia sarebbero state contraffatte, senza una reale certificazione, e sarebbero state importate in regime di esenzione dell’Iva, sfruttando un massiccio ordine della Protezione civile. Gli uffici societari sono stati perquisiti, i conti bloccati. Fra le parti lese vi sarebbe la Metella Logistics, una realtà di Parma del settore trasporti, che avrebbe dovuto collaborare con la Only Italia per i trasferimenti di merci, anche su rete ferroviaria. La fattura da 20.700 euro emessa dalla Metella non è però mai stata pagata.
Inoltre, ricordano Pagliani e Tarquini citando una puntata de “Le Iene” sull’accaduto, la Only Italia ha emesso una fattura per consulenze da 50.000 euro verso la Metella come «rappresaglia».
«È fatta apposta, è una rappresaglia. Stai stracciando i nostri rapporti da galantuomo. Mi fai una fattura per servizi che non ti devo? si? allora io ti faccio pagare la consulenza. Per me quella fattura non ha nessun valore esattamente come non ce l’ha la loro», sono le parole della Pivetti riportate dai due avvocati nella denuncia. Nella stessa trasmissione, la Pivetti ha definito Ermelli «disgraziato», «faccia di bronzo» e «filibustiere». Da qui, la denuncia per diffamazione. —
Adr.Ar. . © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
