Riapre l’oratorio e torna a rianimarsi anche la devozione a San Rocco
L’edificio religioso di fronte al municipio è stato sanificato La Confraternita che lo gestisce: «Messaggio di speranza»
Miriam Figliuolo
RUBIERA
Era attesa ed è stata una grande gioia per molti, ieri, la riapertura dell’oratorio dell’Annunziata: eretto in soli tre anni nel 1710, custodisce la pala d’altare dedicata a San Rocco, il santo protettore dalla peste, vissuto nel XIV secolo, raffigurato qui con lo sguardo rivolto al cielo, affiancato dal fido cane e l’immancabile pagnotta di pane.
Si rinnova così un messaggio di speranza e fede. «La persona affranta si è sempre ritrovata nella raffigurazione di questa pala dedicata a San Rocco – dicono dalla Confraternita laica del Santissimo Sacramento che gestisce l’edificio –, in cui il futuro, anche nei momenti più bui e disperati, prende corpo e viene fortificato». L’opera, di autore ignoto, è ispirata a una analoga di Guido Reni del 1618 oggi custodita nella Galleria Estense di Modena, ed è di suggestiva memoria, in questo periodo di pandemia da Covid 19, perché legata alla terribile peste del 1630 raccontata da Alessandro Manzoni ne “I promessi sposi”.
«La comunità locale nel pieno dell’epidemia di allora fece un voto che avrebbe sciolto facendo commissionare la pala dedicata al santo protettore dalla peste. E così avvenne. Fu un ringraziamento a San Rocco perché Rubiera ebbe solamente pochi casi di peste», racconta Lucio Gamberini, 82 anni e da molto tempo priore della Confraternita che grazie alle offerte dei visitatori, nei giorni scorsi ha potuto devolvere alla Caritas reggiana una somma in denaro a sostegno dei poveri. Anche la Confraternita ha una lunga storia alle spalle.
Se ne trovano tracce in scritti del 1400. Nel 1798, un anno dopo la nascita della Repubblica Cispadana, le truppe napoleoniche la soppressero, confiscando l’oratorio, che divenne bene demaniale (come testimonia il numero civico al suo ingresso). L’oratorio torno poi alla Curia, in seguito alla revisione dei patti lateranensi con Bettino Craxi nel 1984, che la riaffidò alla confraternita nel frattempo rifondata nel 1808.
In questo oratorio vengono celebrate le messe delle festività mariane e si organizzano eventi culturali, a giugno e a settembre (quest’anno rimandati a causa del Covid), oltre a ospitare i concerti del cartellone “Soli deo Gloria” diretti dal maestro Renato Negri che più volte si è esibito all’antico organo seicentesco.
Ieri, dopo tre mesi di chiusura dovuta alla pandemia, l’oratorio ha riaperto: la confraternita ne ha promosso la pulizia interna e la sanificazione. Ora si può accedere con l’osservanza dei dovuti provvedimenti sanitari. Anche l’amministrazione comunale ha contribuito con la sanificazione dell’area esterna. —
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