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il lutto 

Addio al sorriso del “Caffo” È morto di Sla a 44 anni

Addio al sorriso del “Caffo” È morto di Sla a 44 anni

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REGGIO EMILIA. Non ha mai perso il sorriso, nemmeno quando la malattia lo stava strappando lentamente alla vita, portandolo via dai suoi affetti più cari, dai suoi familiari, dai suoi amici di sempre. Una vita piena di passioni, ma terminata troppo presto quella di Cristiano “Caffo” Caffagni, morto di Sla mercoledì scorso a 44 anni nella sua casa al Villaggio Manenti, circondato fino all’ultimo dalle cure e dall’affetto della moglie Sara Benati e dei genitori Franco ed Eliana, lasciando un vuoto incolmabile fra quanti lo hanno conosciuto.

Un amante dei viaggi, in particolare di Cuba, un amore per gli animali e per il suo adorato golden retriever di nome Nelson. E poi un tifo sfegatato per il Milan e per la Regia, ma soprattutto una grandissima passione per la sua Ducati e per il motociclismo, attività che il “Caffo” – come lo chiamavano tutti – ha praticato a livello amatoriale insieme agli amici di sempre della Rosta Nuova e della Pappagnocca, con molti dei quali è cresciuto sin dai tempi in cui era ragazzino.

Un gruppo affiatato che non lo ha mai abbandonato tantomeno quando, ormai quattro anni fa, la sclerosi laterale amiotrofica ha cominciato a manifestarsi in tutta la sua gravità e la sua ineluttabilità, costringendolo lentamente ad abbandonare il suo lavoro di magazziniere: un mestiere che aveva intrapreso con entusiasmo da giovanissimo, durante l’università, quando era a un passo dalla laurea.

«Ha combattuto sempre con il sorriso», racconta commossa Antonietta Pellegrino a nome di tutti gli amici, sua compagna di classe sin dai tempi dello Zanelli: amicizie che durano per sempre. E che nemmeno la morte è in grado di dividere, nel ricordo di una vita trascorsa insieme. «Diceva sempre che noi amici eravamo la sua forza. È stato un grande motociclista. Noi ci divertivamo a chiamarlo “Valentino Rossi dei poveri”. Andava a vedere le gare a Misano, amava la musica, anche quando è stato costretto in carrozzina non ha mai smesso di seguire le sue passioni. Siamo stati fortunati ad averlo come amico». —

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