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L’Unione sul debito «Non siamo una banca non possiamo lucrare»

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Il piano di rientro del Comune di Poviglio è sostenibile dal punto di vista economico-finanziario, e tra gli enti del territorio vige una piena solidarietà. Questa la risposta della presidente dell’Unione dei Comuni Bassa reggiana, Camilla Verona, alle sollecitazione del capogruppo di opposizione Cristina Fantinati, che aveva sollevato alcuni interrogativi sulla situazione del Comune di Poviglio – finita sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei conti - che ha un arretrato di circa 1,4 milioni di euro nei confronti dell’Unione stessa, riferiti in particolare ai servizi educativi e scolastici del 2019. La Fantinati – che ricopre anche il ruolo di presidente della Commissione bilancio – aveva chiesto perché al Comune di Poviglio (che ha provveduto a saldare a marzo i debiti del 2018 e del 2020) veniva concesso un piano di rientro senza interessi o mora. «L’Unione – afferma la Verona – è un ente locale che ha, tra le proprie finalità statutarie, quella di garantire i servizi fondamentali ai cittadini degli otto Comuni associati. Questa è la priorità adottata anche a fronte di eventuali ritardi nei trasferimenti da parte dei comuni all’Unione per le funzioni ad essa conferite, ovviamente sempre nel rispetto dei principi contabili e di bilancio pubblico. Nel caso richiamato del Comune di Poviglio, si sono applicati tali principi affinché non si creassero disparità penalizzanti tra i cittadini che fanno parte del nostro distretto. Nell’accettare la proposta del piano di rientro, abbiamo ovviamente valutato la sostenibilità economico-finanziaria. Ricordiamo, se ce ne fosse bisogno, che un ente pubblico non è un istituto finanziario e non può (e non intende) lucrare nei confronti di alcun Comune. Va poi considerato che maggiori costi per interessi, applicati ad un Comune, ricadrebbero inevitabilmente sui suoi cittadini. Solo qualora Poviglio non rispettasse le scadenze del piano di rientro, e di conseguenza tali costi ricadrebbero sull’Unione, sarà valutata l’eventualità di richiedere un addebito per interessi passivi». «Sottolineiamo, inoltre – aggiunge la presidente dell’Unione – che la solidarietà tra gli enti del territorio è fra i principi fondamentali che regolano la vita istituzionale unionale ed è in virtù di questo principio che si è condivisa questa scelta nei confronti del Comune di Poviglio. Sarebbe stato così per qualunque altro comune del distretto perché il nostro obiettivo più importante è dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini. Rispetto, poi, alla presunta difficoltà di ottenere informazioni (altra obiezione della Fantinati, ndr) ribadiamo che abbiamo sempre risposto alle richieste indirizzate all’Unione da parte della consigliera, nel pieno rispetto delle sue prerogative e nei tempi e nei modi dovuti per legge». —

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