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Test sierologici anche per preti e tassisti

L’annuncio della Regione, che estende la platea dei soggetti sottoposti a screening. Donini: «Sarà su base volontaria»

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REGGIO EMILIA

Sacerdoti, farmacisti convenzionati, donatori di sangue, operatori delle associazioni nel sistema delle ambulanze. E poi tassisti, autisti di auto con conducente. La campagna di screening sierologici voluta dalla Regione per “dare la caccia” al virus si rafforza e allarga la platea delle persone interessate dalla nuova batteria di test, che saranno eseguiti sempre su base volontaria. È quanto contenuto in una circolare della direzione generale messa a punto dall’assessorato reionale alle Politiche per la salute.

IL COMMENTO

«Abbiamo voluto fare un ulteriore passo avanti nella lotta al virus, perché i risultati ottenuti finora indicano che la scelta dei tamponi a tappeto e dei test sierologici diffusi sul territorio è stata giusta – spiega l’assessore regionale alle Politiche per la Salute Donini – Naturalmente l’adesione allo screening è volontaria, ma di grande valore sanitario, perché ci permette di conoscere meglio le modalità di circolazione del virus e il rischio di diffusione in specifici ambiti di popolazione che, come in questo caso, hanno contatti sociali più frequenti e diffusi. I test sierologici costituiscono uno strumento di grandissima utilità nell’impostare le strategie future di contrasto e prevenzione, quindi è auspicabile che aderiscano a questa proposta quante più persone possibili».

COSA SONO

I test sierologici consentono infatti di capire, attraverso la presenza degli anticorpi, se la persona ha avuto contatti con il virus e di tracciarne una sorta di mappa sul territorio. Se il risultato è positivo, si procede con l’effettuazione del tampone per verificare se la malattia è in corso; se anche il tampone risulta positivo, viene attivata la presa in carico che contempla osservazione, isolamento del paziente e eventuale terapia.

I SOGGETTI

Con questo ulteriore allargamento, si estende la platea delle persone testate in Emilia-Romagna con lo screening sierologico, che comprende: per il settore sanitario, i dipendenti privati accreditati e tutti i sanitari convenzionati (medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici di continuità assistenziale e di medicina territoriale), i farmacisti convenzionati, gli operatori dei servizi socio-sanitari e delle associazioni nel sistema delle ambulanze; donatori di sangue (per i quali andranno concordate le modalità di effettuazione con i presidenti provinciali delle rispettive associazioni).

operatori a rischio

Per quanto riguarda i lavoratori coinvolti in scenari operativi a rischio, la possibilità di partecipare allo screening è confermata per i diversi operatori pubblici della sicurezza (forze dell’ordine, vigili del fuoco, guardie carcerarie, vigili urbani, prefetture, magistratura, e analoghi), a cui si aggiungono con quest’ultimo allargamento i sacerdoti, gli operatori del trasporto pubblico del settore ferroviario e su gomma individuati dalle rispettive aziende e gli operatori del trasporto pubblico non su linea (taxi e noleggio con conducente).—

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