Coronavirus, street tutor e assistenti civici per contenere i rischi della movida
La Regione diffonde ai Comuni un elenco di misure sul divertimento notturno. Previsto anche il ricorso a volontari per promuovere una sicurezza partecipata
REGGIO EMILIA. Street tutor, assistenti civici, volontari per la sicurezza. Il sindaco, Luca Vecchi, ha già emesso un’ordinanza, prevedendo sanzioni per chi non rispetta l’obbligo delle mascherine nei giorni e nei luoghi della movida in centro. Ma dei rischi connessi alla movida, torna a occuparsi anche la Regione, proponendo ai Comuni un insieme di indicazioni per evitare che si rimetta in moto la macchina del contagio.
«Da un lato – si legge nel documento – occorre sensibilizzare l’opinione pubblica che sono i comportamenti singoli il migliore strumento di tutela individuale e pubblica. Dall’altro l’applicazione puntuale dei protocolli regionali è strumento per evitare assembramenti fuori e dentro le attività. Comprese quelle riferibili alla cosiddetta movida».
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Si tratta di un documento informativo, nel quale da viale Aldo Moro sollecitano campagne di comunicazione a tutti i soggetti coinvolti, a partire dai gestori. Ma, oltre all’azione informativa, si elencano anche gli strumenti in mano ai Comuni per consentire la vigilanza e il rispetto delle norme. Come le ordinanze più restrittive – prevedendo limitazioni agli orari di vendita o al consumo di alcolici – o il ricorso a figure da affiancare alle forze di polizia.
Fra queste, i volontari per la sicurezza, con la possibilità per i Comuni di «coinvolgere le associazioni per garantire una presenza di volontari utile a prevenire e dissuadere comportamenti potenzialmente pericolosi». Lo scopo è «sollecitare, mobilitare ed accrescere il senso civico della cittadinanza per contribuire al rispetto delle regole e promuovere un modello di sicurezza “partecipata”».
Diverso, invece, l’eventuale ricorso a street tutor, «personale che lavora per la sicurezza dei locali e degli eventi aperti al pubblico, regolarizzati e professionalizzati». Nel documento si legge che, «a fronte di motivate esigenze di mantenimento dell’ordinata e civile convivenza, anche su specifica richiesta dell’ente locale competente al rilascio dell’autorizzazione degli eventi aperti al pubblico, possano essere utilizzati dai pubblici esercizi e anche sulle aree pubbliche per svolgere attività di prevenzione dei rischi e di mediazione dei conflitti».
Un impiego che, tuttavia, trattandosi di sicurezza urbana, deve necessariamente passare al vaglio del Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico, soprattutto se si intende estendere il ricorso agli street tutor al di fuori dello spazio pertinente il singolo locale per il quale presta servizio.
Per quanto riguarda la figura dell’assistente civico, infine, «si configura come una presenza amica, di informazione e supporto ai cittadini ed eventualmente con funzione di deterrenza. A tali figure non è attribuibile alcuna azione di intervento diretto con operazioni impositive e/o repressive, che rimangono peculiare competenza di Polizia Locale e Forze dell’Ordine. Le relative norme (Ordinanza Capo Dipartimento Protezione Civile) sono in via di definizione».
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