Gazzetta di Reggio

Reggio

Effetto lockdown 

Il crollo dei consumi mette in crisi il comparto suinicolo

La chiusura di mense e ristoranti ha ridotto la domanda In Emilia-Romagna il 14,5% dei capi allevati in Italia

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA

Adesso bisogna fare presto, il fattore tempo è determinante. Il comparto suinicolo già negli ultimi mesi evidenziava dati recessivi; il blocco nazionale e mondiale determinato dal Covid ha fatto il resto.

Allevatori, macelli, stagionatori - assieme alla grande distribuzione organizzata - stanno cercando soluzioni per far fronte comune: un settore che non è mai stato particolarmente coeso, e che oggi invece deve trovare per forza soluzioni nuove per uscire dalla palude del mercato nazionale ed estero.

Nel nostro Paese nel 2019 sono stati allevati 5 milioni e 600mila suini da ingrasso, di cui 809mila nel territorio emiliano-romagnolo, cioè il 14,5% della produzione nazionale. Degli 11 milioni e 398mila suini macellati in Italia (di cui quasi il 90% di provenienza nazionale), quasi 4 milioni vengono macellati nella nostra regione, secondi solo alla Lombardia.

In particolare è in Emilia – tra Parma e Bologna – che si gioca la partita più delicata. E ad essere in sofferenza sono soprattutto gli allevatori, che hanno visto in poche settimane passare il prezzo dei suini pesanti (da 160 a 176kg) da 1,502 euro al kg a 1,102 euro e le cosce fresche destinate al Prosciutto DOP perdere più di 1 euro al kg sul valore di mercato.

Il lockdown ha fatto precipitare i consumi, specie nella ristorazione, provocato rallentamenti nella macellazione e nell’uscita degli animali dagli allevamenti e la conseguente saturazione dei magazzini.

Le Regioni coinvolte, per correre ai ripari, hanno chiesto anche una “tregua tra le parti”, ad esempio con una sospensione temporanea delle quotazioni stabilite dalla Commissione Unica Nazionale (CUN) del suino, e l’attivazione di deroghe temporanee ad alcune disposizioni dei disciplinari di produzione del Prosciutto di Parma per peso alla macellazione. Pronta per le prossime settimane – assicurano dal Governo – l’attivazione del bando indigenti che garantisce l’assorbimento di salumi DOP e IGP per la distribuzione ai bisognosi e ulteriori finanziamenti per promozione e investimenti nei macelli per la valutazione delle cosiddette “carcasse” (il termine tecnico che indica il maiale macellato e ripulito delle parti non destinate al consumo umano).

Un paradosso tutto italiano, quello suinicolo, capace di riversare sul mercato materia prima di indubbia qualità rispetto agli altri paesi europei, ma in grande difficoltà a trovare meccanismi condivisi per una giusta valorizzare della produzione nazionale in tutte le fasi della filiera. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google