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Maturità, ormai manca soltanto l’abbinamento delle commissioni

Evaristo Sparvieri
Maturità, ormai manca soltanto l’abbinamento delle commissioni

Bruno Di Palma, direttore dell’ufficio scolastico provinciale «Stiamo dando il massimo anche in vista di settembre»

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Evaristo Sparvieri

REGGIO EMILIA

«I dirigenti, insieme al personale scolastico, stanno dando il massimo. E mi fa piacere dire un grazie anche alle famiglie, che hanno compreso al pari di chi lavora nella scuola la situazione di emergenza». Non si è mai fermata, lavorando a distanza. Ma ora la scuola reggiana entra davvero in una fase caldissima. A cominciare dal 15 giugno, giorno in cui inizieranno gli esami della maturità in presenza, passando per i preparativi in vista di settembre, quando studenti e professori torneranno nelle aule per un anno scolastico rivoluzionato rispetto al passato, a causa dell’emergenza Covid. Una sfida impegnativa, di cui è consapevole il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale, Bruno Di Palma, che mostra ottimismo e ringrazia tutti gli attori che ruotano attorno alla scuola reggiana per l’impegno mostrato e per la programmazione messa in campo nell’organizzare l’immediato futuro.

«Per quanto riguarda gli esami di Stato – spiega Di Palma – gli studenti coinvolti sono circa 3.800, oltre 3.600 statali e un’ottantina di privatisti, che faranno la sessione straordinaria. Abbiamo in provincia 95 commissioni e manca ormai solo l’abbinamento con le scuole, in programma il 5 giugno».

Proprio la formazione delle commissioni in diverse parti d’Italia ha rappresentato un problema, che non ha riguardato la nostra provincia. «Abbiamo avuto ampia disponibilità e non dovremmo avere grossi problemi. Stiamo completando l’elenco».

Un esame che quest’anno sarà davvero un’incognita. Non solo per i candidati. Ma anche per il corpo docente, alle prese con una gigantesca macchina organizzativa messa in moto con lo scopo di poter svolgere i colloqui nel rispetto delle normative di sicurezza. Indicazioni al centro del documento definito a livello nazionale dal Comitato tecnico scientifico (Cts), di un protocollo d’intesa sottoscritto fra ministero e sindacati, di tavoli permanenti a livello regionale, attivando anche personale della Croce Rossa e della Protezione Civile. E poi: circolari ministeriali sull’uso dei fondi per l’acquisto di dispositivi a tutela della saulte; un help desk nazionale per rispondere a tutti i quesiti e uno stretto rapporto con gli enti locali per la preparazione degli istituti scolastici non si lasci nulla di intentato. «Ogni scuola ha un suo medico competente e nei prossimi giorni saranno attivate anche in Emilia-Romagna e a Reggio conferenze a distanza con i dirigenti per consentire lo svolgimento nel migliore dei modi. Si sta lavorando alacremente caso per caso e tutti stanno dimostrando il massimo impegno».

Ma se gli esami impegneranno studenti e docenti fino ai primi di luglio, sarà dopo la maturità che si entrerà nel vivo anche per organizzare il prossimo anno scolastico: attraverso le prime indicazioni del Cts, ci si è già messi in moto per cercare nuovi spazi didattici in caso di classi sdoppiate, ragionando su nuovi servizi in linea con possibili orari differenti di ingresso negli istituti e prevedendo le lezioni a distanza come modalità residuale ed emergenziale. «A Reggio abbiamo la fortuna che, rispetto ad altre parti d’Italia, c’è un’ottima sinergia con gli enti locali. Da dirigente, ma anche da genitore, penso sia indispensabile ripartire e tutti stiamo facendo sforzi per farlo garantendo la massima sicurezza».

Una ripartenza dal sapore emiliano e reggiano, dal momento che oltre al Cts è in campo anche una task force ministeriale guidata dall’ex assessore regionale, Patrizio Bianchi, e composta dal dirigente scolastico regionale, Stefano Versari, e dal docente universitario reggiano, Alberto Melloni, ai quali spetterà il compito di raccogliere le proposte del Cts – che ha indicato fra le misure distanziamenti per aule e palestre, norme di igiene personale e di pulizia degli ambienti, gestione dei pasti, ingressi vietati in caso di febbre – e inserirle in una nuova cornice. «La prima valutazione riguarderà una mappatura dei locali delle scuole, delle metrature e del numero di studenti – spiega Di Palma – Sarà una sfida grandissima, considerando che nel mondo il 90% dei Paesi ha chiuso le scuole ma solo pochi stanno cercando di ripartire. Penso sia doveroso nei confronti di alunni e studenti, che hanno avuto danni notevoli, nel senso che dalla primaria in su perdere parte del programma può essere un problema. Ci sono poi bambini che vivono in condizioni disagiate, per i quali la scuola è sorta di via di fuga. E non possiamo non tenere in considerazioni le difficoltà che hanno vissuto le famiglie. Certo la scuola non è baby sitting, ma è un aspetto che non si può ignorare. A Reggio città sono stati già calendarizzati interventi negli istituti. E si sta lavorando anche a figure come il mobility manager, per quanto riguarda i trasporti». —

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