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C’è un primo denunciato per il violento pestaggio

Elisa Pederzoli
C’è un primo denunciato per il violento pestaggio

Sotto shock il quartiere di Tressano: «Pensavamo a un lite, poi quella brutalità»

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Elisa Pederzoli

CASTELLARANO

Il primo punto fermo sulla brutale aggressione a Tressano di sabato sera è una prima denuncia per lesioni personali aggravate in concorso. A essere identificato è un uomo di 46 anni originario del Modenese ma domiciliato nel Reggiano, ritenuto dai carabinieri di Castellarano, che si stanno occupando del grave episodio, uno del gruppo di almeno cinque uomini che hanno preso a calci e pugni un modenese di 39 anni. Sul resto, il riserbo è massimo. Gli investigatori stanno lavorando a testa bassa. E in mano hanno elementi importanti: non solo il filmato di un residente che ha immortalato il terribile pestaggio, ma anche quanto le telecamere di sorveglianza del Comune – comprese gli occhi elettronici Ocr, capaci di identificare le targhe dei mezzi in transito – e quelle private delle aziende o delle abitazioni private in zona hanno registrato.

Del resto, quella violenza è stata fatta esplodere davanti a tante persone che alle 21.30 di una sera di fine maggio erano in casa, di certo svegli, a finestre aperte. Testimoni, loro malgrado, di tutto.

Un altro elemento in mano ai carabinieri, è che tutto partito davanti a un locale di Sassuolo. Sulle ragioni dell’aggressione, ancora nessuno si sbottona. Purtroppo per il 39enne di Prignano non è finita lì. È stato inseguito mentre si allontanava con la sua auto – la berlina bianca che si vede nel video – fino a Tressano, quando poi è sceso forse per un chiarimento. Invece si è trovato davanti a un’esplosione di violenza: hanno cercato di investirlo con la sua stessa auto. Il 39enne, cui sono state prestate le prime cure al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, è stato dimesso con una prima prognosi di 30 giorni: ha firmato per essere dimesso. Ha alcune costole fratturate e altre importanti contusioni.

IL QUARTIERE

«Ancora mi viene la pelle d’oca a pensarci». Nel quartiere di Tressano, davanti alla rotonda di via Radici teatro del pestaggio di sabato sera, non passa la paura per le scene violente viste dalle finestre e dai balconi. Il video, che in pochissimo tempo ha fatto il giro della rete, è stato girato da una persona che sabato sera, suo malgrado, ha assistito al pestaggio mentre si fumava una sigaretta. Nell’intento, quel video avrebbe dovuto rimanere tra pochi, ma ai tempi dei social network e delle App di messaggistica istantanea, nulla resta per pochi per troppo tempo.

In pochi istanti, dalle finestre degli altri stabili in tanti hanno sentito le urla, visto i calci tirati a un uomo a terra, il tentativo di investirlo. «Inizialmente, ho visto una persona scendere dall’auto e urlare contro l’auto che c’era dietro: ho pensato a un tamponamento, a una lite stradale». Invece, pochi istanti dopo, il quadro è cambiato. «Faceva delle urla disumane, come quelle di un animale scuoiato», confida. Il resto lo racconta quel video. «È qualcosa che non deve capitare, non si può trattare una persona così. È qualcosa di terribile. Stiamo male pensando a quello cui abbiamo assistito, al senso di impotenza. Alla paura», dicono i testimoni. Quello che il video non riprende è quanto accaduto quando gli assalitori se ne sono andati. «Una donna di passaggio con l’auto ha visto quell’uomo a terra e si è fermata. È rimasta con lui fino a che non sono arrivati i soccorsi e le forze dell’ordine» raccontano, infine, altri testimoni. —

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