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in tribunale 

Già condannato il ghanese «Poca droga, soldi da ridare»

T.S.
Già condannato il ghanese «Poca droga, soldi da ridare»

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REGGIO EMILIA

Allettato da un compenso di 800-1.000 euro, il ghanese 52enne John Benkey si è messo nei guai.

Con un italiano piuttosto stentato, lo straniero ha comunque vuotato il sacco – ieri mattina – davanti al giudice Simone Medioli Devoto. Ha spiegato che sabato voleva comprare un agnello, ma poi ha ceduto alla tentazione del guadagno facile prospettatogli da un pakistano, da qui la decisione di puntare verso il Mantovano con una Opel Zafira vecchio modello. Benkey dice che non sa dove stessero andando, finché non sono arrivati in un paese (è Gazzuolo, ndr) e specificatamente davanti ad una palazzina.

«Circa un’ora di viaggio – aggiunge l’imputato – con il pakistano che indica lui la strada». Salgono al primo piano di quell’edificio e lì vive in un appartamento un altro pakistano. «Questo secondo pakistano – prosegue – mi ha consegnato una calza con dentro la droga (30 ovuli di eroina thailandese, quasi 4 etti di stupefacente, ndr) che ho infilato negli slip. Ma mi ha dato anche 4.700 euro che avrei dovuto consegnare, insieme alla droga, a quella persona che poi mi avrebbe contattato una volta ritornato a Reggio Emilia». Una strana situazione, di solito lo scambio è soldi per la droga. Infatti il giudice vuole entrare più nel merito di questo particolare e salta fuori che quei soldi sono una specie di conguaglio: «La droga ordinata e pagata era maggiore – chiarisce il ghanese – quindi dovendone consegnare meno, avrei dovuto restituire anche dei quattrini».

A quel punto l’avvocato difensore Alessandro Conti ha cercato, ma non trovato, un punto d’accordo con la Procura, per un patteggiamento. Saltato l’accordo sulla pena, la difesa ha allora puntato sul rito abbreviato (con sconto di pena di un terzo). L’accusa chiede 6 anni di reclusione e la permanenza in carcere del 52enne, ma dalla camera di consiglio il magistrato giudicante uscirà con una condanna più soft (2 anni e 8 mesi di reclusione) e l’applicazione degli arresti domiciliari per Benkey. «Sono state riconosciute le attenuanti generiche perché il mio assistito è pressoché incensurato – spiega al termine dell’udienza l’avvocato Conti – ma anche l’atteggiamento collaborativo». —

T.S.

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