“Giaroli nel mondo” è caccia aperta ai parenti più lontani
L’ultimo ritrovo risale all’8 marzo scorso quando furono 120 le persone a tavola
IL RADUNO
L’ultimo ritrovo risale all’8 marzo, ma la notizia è fresca: è caccia aperta ai “Giaroli nel mondo”. La numerosa famiglia Giaroli, infatti, dopo diversi appuntamenti gastronomici ai quali hanno partecipato negli anni fino a oltre centocinquanta persone, tra cui i residenti in Australia, hanno l’intenzione di arrivare anche ai parenti argentini che, pur essendo in contatto a mezzo Facebook con alcuni, non si sono ancora palesati a nessuna iniziativa di famiglia. E proprio in Argentina si concentrano ora le attenzioni dei Giaroli che stanno cercando di arrivare a definire l’albero genealogico di coloro che sono emigrati moltissimi anni fa, disperdendosi nella Nazione Sudamericana. «E non solo – spiega Anna Giaroli, una delle promotrici di questa reunion che lo scorso 8 marzo ha messo a tavola 120 persone – perché è legittimo credere che dall’Argentina si possano essere spostati. Purtroppo essendo quello Stato molto grande e essendo ormai parenti di terza o quarta generazione, il cognome si è un po' perso e riuscire ad arrivare a tutti sarà una impresa. Ma con la tecnologia, ora ci possiamo provare, anche con maggiori possibilità di riuscita». L’intenzione è quella di ricostruire i movimenti di coloro che, lasciarono la nostra provincia che diede i natali a Ernesto Giaroli e Ida Caroli, i fondatori di questa dinastia, andando a ritroso nel tempo, utilizzando il passaparola senza la possibilità di consultare anagrafi e registri comunali. E lo scorso 8 marzo, proprio al limite dei divieti imposti da uno dei primi Dpcm del Governo Conte, si è potuta tenere quella rimpatriata che ha visto la partecipazione dei cugini australiani, rientrati poi velocemente in patria per evitare il blocco che li avrebbe costretti a una quarantena italiana. Quella domenica, trascorse nella totale serenità e allegria, chiusa con l’immancabile foto di gruppo e abbracci commossi per chi, causa la lontananza, dovrà aspettare alcuni anni prima di ritrovarsi. —
Alessandro Zelioli
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