Gazzetta di Reggio

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L’8 giugno partono i campi estivi Accoglieranno 2.640 bambini

Martina Riccò
L’8 giugno partono i campi estivi Accoglieranno 2.640 bambini

Firmato il protocollo tra Comune di Reggio e 52 enti gestori Il sindaco: «Ovunque la stessa attenzione alle norme»

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REGGIO EMILIA

Sessantatré centri estivi pronti ad ospitare 2640 bambini. Dall’8 giugno a Reggio Emilia partono i campi gioco, un piccolo – grande – passo per tornare alla “normalità” dopo l’emergenza da Coronavirus. Una normalità nuova, però, rivista nei modi e negli spazi, per la quale il Comune ha dialogato e lavorato insieme a oltre cinquanta soggetti tra cooperative, associazioni, società sportive e parrocchie.

«Se c’è una cosa che è emersa in questi mesi difficili – il commento del sindaco Luca Vecchi – è lo spirito di collaborazione di cui la città è capace. Spirito di collaborazione che ho trovato anche lavorando alle attività dei centri estivi e che ha portato alla creazione di un protocollo condiviso, in grado di garantire per tutti e 63 i centri estivi lo stesso livello di attenzione agli aspetti igienico-sanitari, organizzativi, economici e culturali».

«Nella Reggio Emilia che riparte non potevamo non pensare ai nostri bambini e ragazzi – le parole di Raffaella Curioni, assessore all’educazione –. Cominciamo con i campi estivi per la fascia 6-14 anni ma stiamo pensando anche alla fascia 3-6, per la quale dovremmo partire dal 15 giugno, e alla fascia 0-3. In quest’ultimo caso è più difficile: i bambini piccoli fanno fatica a rispettare le distanze e non esistono linee guida in merito, ma stiamo pensando di aprire i nidi al pomeriggio, con l’aiuto e in presenza delle famiglie. Tutto questo sarà fondamentale per la riapertura delle scuole in settembre, è un vero banco di prova».



La collaborazione tra il Comune e altri 52 soggetti che storicamente si occupano di centri estivi (dalle parrocchie alle cooperative, dalle associazioni alle società sportive) ha portato alla definizione di un protocollo che permetterà alle famiglie di affidare i propri figli (i posti sono al momento 2640 contro i 3000 dello scorso anno) a educatori appositamente formati e preparati.

L’aspetto igienico-sanitario è stato seguito dall’Ausl di Reggio Emilia, che, con l’aiuto di Unimore, ha anche relizzato un video che sarà messo a disposizione degli educatori. «Quest’anno però – sottolinea l’assessore Curioni – sarà fondamentale anche l’accoglienza: i bambini e ragazzi che frequenteranno i campi estivi sono rimasti isolati per mesi, così, con Officina Educativa, abbiamo preparato gli educatori a fornire loro anche un adeguato sostegno psicologico». Parte delle attività sarà infatti dedicata all’ascolto dei bambini, per capirne i bisogni, affrontarne le paure e rispondere alle loro domande.



I centri estivi si svolgeranno all’aperto per garantire dieci metri quadrati per bambino e “recuperare” il tempo trascorso tra le pareti di casa. Ovviamente si dispone anche di spazi chiusi, necessari in caso di pioggia: in questo caso i metri quadrati a disposizione per ciascun bambino sono tre. La grande novità rispetto ai tradizionali campi estivi è che quest’anno si utilizzeranno anche i cortili (e le aule) delle scuole elementari e medie. Il rapporto tra educatori e bambini sarà di 1 a 7 nel caso di bambini tra i sei e gli undici anni, di 1 a 10 tra gli undici e i quattordici anni. Tali gruppi potranno svolgere attività in parallelo, sfruttando le aree disponibili, ma senza mai mescolarsi tra loro. A partire dal 22 giugno i centri estivi saranno attrezzati per accogliere anche bambini e ragazzi disabili, che fino al 19 giugno saranno impegnati nei cortili delle scuole in progetti educativi già avviati da Officina Educativa.



Da sempre i campi estivi, soprattutto quelli parrocchiali, possono contare sulla forza lavoro dei giovani volontari, spesso adolescenti. Quest’anno gli adolescenti saranno ancora più in prima linea: «Abbiamo chiesto ai “Giovani Protagonisti” delle scuole superiori, con cui solitamente facciamo progetti durante l’anno scolastico, di supportare gli enti gestori dei centri estivi. Parliamo di decine di ragazzi che hanno deciso di dare una mano alla città e ai bambini», spiega ringraziandoli l’assessore Curioni.



Ogni bambino sarà dotato di un kit contenente mascherina e gel igienizzante. Dal momento che durante la giornata ci sarà sempre più di un metro di distanza tra bambini e si starà all’aperto, non ci sarà l’obbligo di indossare le mascherine ma il kit andrà comunque portato con sè. Prima dell’ingresso bisognerà lavarsi le mani e farsi misurare la febbre. Alla base della apertura dei centri estivi c’è l’idea della corresponsabilità: tra enti gestori e Comune, ma anche tra famiglie ed enti gestori. Perché tutto funzioni occorre rispettare le regole e mantenere alto il livello di attenzione. —



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