«L’utopia ciclistica? Noi ci crediamo Questo è il momento di puntare sulle 2 ruote»
Gianfranco Fantini, storico fondatore e presidente di Tuttinbici si prepara a festeggiare domani la Giornata mondiale della bicicletta
L’INTERVISTA
Gianfranco Fantini, fondatore e presidente emerito dell’associazione Tuttinbici, ha appena finito di dare lezione di bicicletta a Giuseppina, quarantasei anni, ispettrice del lavoro.
E pare che non sia la sola allieva “matura” che ha chiesto l’aiuto a Tuttinbici.
L’associazione dispone di una pista adeguata e, in cinque lezioni, uno impara a muoversi.
Fantini, ma c’è veramente questa corsa alla bicicletta?
«C’è molta gente che in questo momento si converte alla bici, porta a revisionare quella vecchia, o ne compra una nuova. I meccanici sono contenti, hanno molto lavoro. I rivenditori stanno finendo le scorte. In questi mesi in città tutti hanno sentito il gusto dell’aria pulita, non inquinata dalle fabbriche purtroppo chiuse, ma anche dalla circolazione delle auto. E hanno fatto due + due: se il virus colpisce le vie respiratorie, è giusto combattere l’inquinamento dell’aria. Chiusi in casa si è anche sentito il bisogno vitale di attività fisica. E la bici garantisce tutto questo».
Dunque, si uscirà dal coronavirus pedalando?
«Abbiamo la memoria corta ma la bici è nata proprio da un anno orribile di due secoli fa, quando l’eruzione del vulcano Tambora ha oscurato il sole, causato uno sconvolgimento climatico e fatto rincarare la biada per i cavalli».
È il momento favorevole per l’utopia ciclistica?
«Noi ci crediamo. Spingeremo i commercianti a riflettere sui vantaggi di chiudere il centro alle auto e a favorire la circolazione delle bici. Dati alla mano, vedranno che la lentezza favorisce il commercio. Un’altra nostra utopia che è stata premiata dall’Onu è il bici-bus targato Reggio Emilia organizzato per portare i bambini a scuola».
Voi vi siete sempre impegnati nell’attività didattica su due ruote, le cosiddette gite. Pensate di riproporle anche per l’estate?
«Solitamente d’estate diradiamo l’attività, ma siamo in un momento particolare. Su richiesta, saremo a disposizione dei campi estivi. E in autunno presenteremo una serie di proposte ai mobility manager delle scuole per visite d’istruzione in bici. Costano meno dei pullmini e hanno maggiore duttilità. Ci aspettiamo molte chiamate. Un esempio? Ho appena messo a punto la scheda per visitare il caseificio di Villacurta. Lì, il casaro spiega in modo egregio la differenza tra il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano; poi si attraversa il Bosco Macrobiotico che ancora in pochi conoscono; e infine ci fermiamo alle Reggiane, la grande fabbrica dove costruivano i famosi “caccia” RE 2001 e RE 2002».
Andare in bici costa meno. Risolverà i problemi economici?
«A livello personale un po’ sì. Sicuramente nei prossimi mesi si sentirà il peso della crisi e poter risparmiare sulla benzina avrà un suo peso. I bonus statali fino a 500 euro per l’acquisto di bici sono un fatto allettante. E così pure i 20 centesimi di rimborso al km per un massimo di 50 euro al mese per recarsi al lavoro in bici».
In bicicletta si può andare davvero dappertutto?
«La bici è perfetta per la città, ma anche per il circondario, le gite in campagna e nei boschi. Le bici “del futuro” sono già disponibili. Bellissime e comode. Con le bici elettriche si può ampliare notevolmente la lunghezza dei percorsi. Con il taxi-bike si potrebbe fare turismo nelle città in un modo impensabile a piedi o coi normali taxi. Con il cargo-bike si può fare la spesa e portare in giro i bambini come nei paesi del nord Europa che tanto ammiriamo. Certo c’è molto da lavorare: abbiamo fatto osservazione al Piano della mobilità del Comune, e soprattutto al Biciplan, chiedendo che si aprano subito cantieri per evidenziare e rendere attrattive le piste ciclabili ormai cancellate e per dipanare i punti critici dove il mix tra pedoni auto e ciclisti è pericoloso. Sarebbe ora anche di tracciare qualche “superciclabile”. Il Comune è favorevole alle nostre proposte e ci ha promesso una sede aperta polifunzionale alla Polveriera per promuovere la cultura della bicicletta.
Tante bici, tanti furti?
«Le bici attirano i ladri. La nostra ricetta è render loro la vita difficile. Il Comune ha promesso di installare rastrelliere ad archetto, a cui agganciare sia la ruota che il telaio. I ciclisti devono acquistare antifurti validi, almeno di classe 8». —
R.C.
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