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Coronavirus, la protesta dei bus privati e degli ncc approda sotto il palazzo della Regione

E.Spa.
Coronavirus, la protesta dei bus privati e degli ncc approda sotto il palazzo della Regione

La manifestazione è in programma questa mattina a Bologna. Gli organizzatori: «Ci sarà grande partecipazione»

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REGGIO EMILIA. «Ci immaginiamo un grandissimo numero di partecipanti, sia associati sia non associati». Non ci sarà la spettacolare sfilata di mezzi che lo scorso 21 maggio a Reggio ha caratterizzato la mobilitazione organizzata dalla Cna. Ma, per gli organizzatori, questo dettaglio non rappresenta un problema. È quanto spiega Giorgio Lunedei, coordinatore emiliano-romagnolo della protesta in programma questa mattina alle 10 a Bologna, sotto le torri di viale Aldo Moro, per portare all’attenzione della Regione e del governo le difficoltà del comparto del trasporto pubblico non di linea. Si tratta di autobus turistici ed ncc, messi in ginocchio dall’emergenza Coronavirus ed esclusi finora dagli aiuti previsti dai decreti governativi.

La manifestazione, alla quale parteciperà anche una delegazione di reggiani, è organizzata a livello nazionale da sigle come Federnoleggio, Fai trasporto persone, Uniti per l’Italia, Acncc, Anc, Anstra, Federncc, Fincc e Fion. Tutte unite e per la prima volta insieme per chiedere un cambio di passo. «La nostra protesta è pacifica – spiega Lunedei – abbiamo presentato alcune proposte che vorremmo siano ascoltate per poter tornare a lavorare».

Proposte contenute in un documento condiviso dalle diverse sigle, nel quale si ricorda che, a causa dell’emergenza, c’è stata «la totale cancellazione delle prenotazioni delle gite scolastiche, congressi, viaggi culturali, escursioni crocieristiche e spostamenti in genere».

Durante l’emergenza, le attività del trasporto pubblico non di linea non sono state sospese (dal momento che rientravano fra quelle essenziali) e le aziende «si sono ritrovate sulla carta attive ma, di fatto, sono state fermate dalla totale mancanza di utenza».

Di qui la protesta che, spiega ancora Lunedei, mette da parte anche le divisioni che hanno caratterizzato da sempre le varie realtà del settore.

«Ciò che noi proponiamo non è legato solo alla richiesta di fondi perduti, ma è un nostro contributo per contrastare l’emergenza, affiancando i nostri mezzi al trasporto pubblico. Un esempio? Un autobus che generalmente trasporta cento persone, con le limitazioni sul distanziamento ne riesce magari a portare solo una trentina. E noi in questo momento abbiamo vetture inutilizzate che potremmo tranquillamente utilizzare come mezzi per supportare il trasporto pubblico locale, nel caso abbia bisogno di vetture». Fra le proposte, infatti, c’è anche lo «stanziamento di un fondo di 500 milioni da destinarsi ad interventi mirati a supportare il trasporto pubblico locale mediante bus e vetture ncc (trasporti pubblici non di linea) in linea con quanto già deciso per il trasporto pubblico».

Proposte che sembra abbiano fatto breccia in alcune zone d’Italia, ma che attraverso la mobilitazione organizzata oggi – che oltre Bologna coinvolge altre 14 città – gli organizzatori vogliono trasformare in un disegno organico. «Noi lo facciamo per l’emergenza – spiega ancora Lunedei – anche se il nostro primo obiettivo è quello di tornare a lavorare, con il turismo, con i congressi e con tutte quelle attività che hanno subito un blocco negli spostamenti». —

E.Spa.. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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