Per due mesi ha informato e rassicurato
Sergio Venturi dopo l’esperienza nella scorsa legislatura come assessore regionale alla Sanità, era destinato a passare le consegne al successore Raffaele Donini dopo le elezioni di fine gennaio. Il 28 febbraio, quando la nuova giunta si è insediata, l’Emilia-Romagna stava entrando nel tunnel del Coronavirus. Pochi giorni dopo, il 4 marzo, l’assessore Donini annunciò di essere positivo al virus e a quel punto la Regione richiamò in servizio Venturi come commissario ad acta, un ruolo che ha mantenuto fino al 9 maggio. Per due mesi il medico bolognese (è nato a Vergato ma vive a Parma), ha rappresentato un punto fermo per gli emiliano-romagnoli grazie alle sue dirette Facebook quotidiane per aggiornare sull’andamento dell’epidemia. Nella fase uno dell’emergenza è stata la voce della Regione. Venturi dopo la laurea in Medicina a Bologna e la specializzazione ha iniziato la sua carriera in ospedale come assistente a Faenza nel 1982. Nel 1991 è stato nominato vice direttore sanitario a Ravenna e nel 1994 a Modena, dove fino al 1999 ha ricoperto vari ruoli dirigenziali (nel frattempo anche alla Regione Emilia-Romagna). Dal 2000 al 2002 è stato direttore generale delle Ausl di Imola, poi fino al 2010 dell’Azienda ospedaliera-Università di Parma e dell’Azienda ospedaliera-Università di Bologna.
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