Anche le Sardine reggiane voltano pagina: «No a correnti e a strutture gerarchiche»
Warhou, promotore in provincia della campagna anti-Salvini alle scorse Regionali: «Giusto tornare ai valori originari»
REGGIO EMILIA. Il promotore reggiano della campagna anti-Salvini delle Sardine, Youness Warhou, spiega cosa sta cambiando oggi nel movimento che ha contribuito a riconfermare Stefano Bonaccini alla guida dell’Emilia-Romagna.
Dopo l’elezione di Bonaccini c’è stato un po’ di silenzio... A Reggio esistono ancora le Sardine? Cosa fanno?
«Le Sardine in qualche modo ci sono e sono anche più ramificate a livello territoriale. Costantemente ci sono persone che ci scrivono per partecipare anche solamente alle attività virtuali, soprattutto nel periodo di quarantena. Devo dire che ci sono tante anime che alimentano questo meccanismo e se oggi volessimo fare qualcosa di simile all’attività delle seimila piantine a Bologna, saremmo pronti a scendere subito in campo. Abbiamo le energie per farlo».
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A Reggio è quindi ancora vivo e attivo il movimento?
«Assolutamente sì, è alimentato da anime sempre più giovani».
Il periodo di confinamento ha dunque contribuito ad avvicinare le persone alle Sardine?
«Certo, però ora non è possibile fare attività in presenza e quindi invitare le persone ad un incontro non è possibile. Dunque si è aperto maggiormente lo spazio per incontrarsi virtualmente, quindi abbiamo sempre fatto riunioni su Zoom ed è stato possibile dare il mio numero in giro per permettere alle persone di scrivermi».
Quindi non ci sarà nessuna pausa di riflessione come aveva annunciato Santori, ma continuerete a lavorare sui territori e a fare campagna elettorale. Quali sono i prossimi passi?
«Dal punto di vista nazionale, che al momento è più attuale, i prossimi passi sono quelli di affermare i valori del manifesto presentato dalle Sardine. Punto per punto, condividendone i valori per riaccendere quello spirito iniziale grazie al quale sono nate le Sardine. La solidarietà e la valorizzazione delle diversità sono ancora due valori cardine. A livello locale cercheremo di riprodurre questo modello. Dovremo aspettare un po’ prima di fare attività reali in presenza ma stiamo già elaborando alcuni piani, cercando anche di contattare le istituzioni per costruire dei progetti in comune».
Ad esempio?
«Abbiamo proposto il progetto delle 6.000 piantine per poter donare i soldi a qualche fondo che si occupa delle tematiche legate alla valorizzazione culturale».
Ci sarà nel futuro un periodo di campagna elettorale? Farete campagna a favore del taglio dei parlamentari?
«In realtà non è un argomento che stiamo affrontando in questo momento. Con il lockdown non è stata fatta un’accurata informazione al riguardo, noi punteremo nel caso più ad informare rispetto che a fare campagna parteggiando per qualcuno. Per quanto riguarda le prossime sfide, sono sicuramente i territori che andranno al voto, quindi penseremo alle elezioni regionali in Toscana, sarebbe giusto dedicare le nostre forze per dare una mano a quei territori in modo da evitare una possibile vittoria della Lega. Cercheremo di riprodurre la forza che c’è stata in Emilia-Romagna, ovviamente in contesti diversi. Si tenterà comunque di fare il massimo. A livello locale punteremo a coinvolgere persone e a sostenerle in un attivismo puro e privo di cannibalismo politico. Quello che facciamo non è destinato a concorrere con il potere, ma a svegliare le menti».
Quindi lei sposa la linea del leader delle Sardine Mattia Santori?
«Decisamente sì, io abbraccio in pieno questa linea perché ritengo che sottolineare i valori principali delle Sardine, mettendo però in evidenza anche le difficoltà, sia stato un segno di maturità da parte sua. Cercare di affrontare le difficoltà mettendo in evidenza i valori iniziali, smantellando così una struttura gerarchica interna che poneva qualcuno come più importante degli altri è stato giusto per differenziarsi dalla tradizionale politica che ha questo modello nel sangue. Le correnti e le strutture gerarchiche nelle quali solo una persona detta la linea per tutti non sono giuste per un contesto plurale come quello delle Sardine».
Non siete ancora un partito, non siete un movimento politico e assomigliate molto a una lobby all’americana. Che cosa siete?
«Noi siamo una realtà molto più innovativa di tutte queste. Non siamo una lobby, noi siamo la massa, siamo tante persone che sanno aggregare e spingere e che vogliono fare pressione politica. Riuscire a tradurre questo in azione politica ci renderà più efficienti. Nel futuro vedremo se questo sarà il nostro obiettivo, in questo momento noi continuiamo con il meccanismo che si è rivelato più efficace sulla politica reale».
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