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Le Sardine reggiane: «Il movimento riparte dai territori e non vuole diventare un partito»

E.Spa.
Le Sardine reggiane: «Il movimento riparte dai territori e non vuole diventare un partito»

Il nuovo portavoce reggiano è Gaetano Nenna: performer, narratore, fotografo, musicista e attivista Lgbtqi

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REGGIO EMILIA. «Le sardine cercano sardine». La riorganizzazione è in atto, seguendo quel manifesto “valoriale” svelato a tappe che il fondatore, Mattia Santori, ha annunciato durante il suo intervento a quella sorta di “congresso” online del movimento, a cui hanno partecipato circa 400 persone da tutta Italia. E la ripartenza delle Sardine sarà soprattutto dal basso, dai singoli territori, ridefinendo quei ruoli all’interno del movimento che anche a Reggio Emilia, a livello provinciale, ha portato a cambiamenti e novità.

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Fra questi anche il ruolo di portavoce, affidato a Reggio a Gaetano Nenna, performer, narratore, fotografo, musicista, attivista Lgbtqi. E ora impegnato a diffondere in rete il nuovo verbo delle Sardine, assieme al nuovo coordinatore reggiano Chiron Mahesu e a un gruppo di ragazzi che si occupa di comunicazione social.

Una situazione ancora in divenire, aggiornata sul gruppo Facebook ufficiale delle Sardine di Reggio Emilia, dove quotidianamente viene pubblicato uno degli undici punti del manifesto, che sin da subito si è richiamato ai valori della Costituzione e alla necessità di schierarsi contro ogni forma di odio, reale o virtuale.

«Punto 4. Le Sardine nascono e vivono nel mondo fisico. Il mondo online è solo uno strumento», si legge nel manifesto. È quello che pensa anche Nenna, ammettendo che il lockdown ha di fatto bloccato sul nascere la forza partecipativa del movimento.

«Se questa è la cifra maggiore del movimento – spiega Nenna – è vero che è a causa dell’emergenza è bloccata per questioni di sicurezza. Non possiamo più fare grandi attività di piazza e per il momento non siamo impegnati in una programmazione di iniziative».

Una pausa, tuttavia, durante la quale lo stesso movimento ha avuto il tempo per cercare di capire il proprio futuro, che nelle intenzioni di alcuni sostenitori doveva essere quello di diventare un partito.

«Questa riorganizzazione nasce proprio da questo motivo – aggiunge – Le Sardine vogliono rimanere un movimento senza diventare un partito. Per questo è stata azzerata tutta la struttura gerarchica, che sembrava troppo simile a quella di un partito, ricominciando dai territori. I simpatizzanti ci chiedono di non diventare partito: il rischio di trasformarsi in una sorta di M5s è stato molto vicino. Abbiamo fatto internamente un sondaggio, per vedere il sentimento dei simpatizzanti. E il fatto di non voler diventare un partito è stata una proposta diffusa e condivisa».

Ma quindi queste Sardine cosa sono? E cosa diventeranno? «Diciamo che ci avviciniamo a quella che potrebbe essere definita una sorta di scuola propedeutica alla politica. Coloro che vogliono aderire a un partito possono farlo, ma le Sardine nascono e rimangono un movimento apartitico. È il momento di tornare ai valori fondanti. E quando sarà reso pubblico tutto il manifesto ci ritroveremo per capire come agire sui territori. Di certo le sardine cercano sardine. E chiunque voglia può trovarci sul nostro gruppo Facebook, che è diverso dalla pagina, sull’account Instagram @6000sardinereggiane e all’indirizzo mail sardinereggioemilia@gmail.com».

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