Gazzetta di Reggio

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IL BILANCIO DELL’AGESCI 

Quasi duemila scout in servizio tra cui 234 volontari reggiani

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REGGIO EMILIA

Sono 1.914, dei quali 234 reggiani, gli scout di Agesci Emilia-Romagna che in undici settimane hanno svolto servizi alla popolazione legati all’emergenza Coronavirus.

La stragrande maggioranza sono under 40 (84%) e il 58% ha meno di 25 anni. Il 51% sono maschi, il 49% femmine. Della compagine in servizio, 651 sono rover e scolte, cioè ragazzi e ragazze dai 18 ai 21 anni. Gli altri 1.263 sono capi.

Ecco la suddivisione territoriale a livello regionale: Bologna (276), Ferrara (124), Forlì-Cesena (312), Modena (273), Parma (151), Piacenza (145), Ravenna (110), Reggio (234), Rimini (289).

Con la fine del lockdown e l’avvio della Fase 2 si è registrata una naturale diminuzione delle richieste di servizio sul territorio, la scorsa settimana erano operativi 677 volontari, il 35% del totale.

Con Giampaolo Rosi, incaricato regionale del Settore Protezione Civile di Agesci Emilia-Romagna, tracciamo un bilancio dell’attività svolta. «In questa emergenza così particolare, i gruppi scout si sono spontaneamente messi a servizio della popolazione. Noi, come Pattuglia regionale di Protezione Civile abbiamo monitorato la situazione, mettendo in sicurezza i servizi con indicazioni operative, formazione specifica e fornendo Dpi. Abbiamo ottenuto dalla Regione una regolare attivazione di Protezione Civile, con tutela assicurativa per tutte le realtà di servizio dei nostri associati sparse nel territorio regionale, regolarizzandole con progetti specifici di collaborazione».

In due mesi e mezzo si sono attivati oltre 1.900 volontari scout Agesci, che “peso” avete avuto nel quadro generale dei servizi di volontariato di questa emergenza?

«Dai dati in nostro possesso, una percentuale molto elevata di volontari attivi in questa emergenza sono scout: uno su cinque. La nostra caratteristica è essere a servizio delle fasce più deboli della popolazione, con una parola gentile e un sorriso, veniamo sempre ricordati per questo».

Come conciliare il servizio alla popolazione con la ripresa delle attività educative scout?

«La nuova sfida che ci attende ora come Settore Protezione Civile è quella di aiutare i gruppi nella ripresa in sicurezza delle attività scout in presenza con i ragazzi, grazie anche al grande lavoro fatto dalla Pattuglia regionale “Mafeking 2020”, composta da capi esperti in vari ambiti, che ha prodotto un documento fondamentale per capire se e come fare attività scout nei prossimi mesi».

Come avete agito per garantire la sicurezza di volontari e destinatari dei servizi ?

«Abbiamo creato un vademecum condiviso, tenuto vari corsi online sulla sicurezza per le emergenze, formando con regolare attestato più di 900 volontari nostri associati. Abbiamo cercato di vivere questi momenti intensamente e con coerenza, per mantenere sempre fede alla nostra Promessa: aiutare gli altri in ogni circostanza». —

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