Tappe anche a Reggio Emilia Flixbus riaccende i motori
Il colosso privato del trasporto riparte a ranghi ridotti con quattordici linee e con tutte le limitazioni imposte dall’emergenza
REGGIO EMILIA
Gli autobus di Flixbus, colosso privato operante in buona parte dell’Europa, ripartiranno oggi a ranghi ridotti e con tutte le limitazioni imposte dalla pandemia, ma faranno tappa anche a Reggio Emilia.
Per ora saranno riattivate quattordici linee con venti pullman operativi fra circa settanta città italiane sulle cinquecento collegate prima del confinamento.
In teoria si potranno raggiungere, fra le altre, Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Bari, Bologna, Firenze, Venezia, Bergamo, Brescia, Verona, Padova, Udine, Trento, Parma, Siena, Perugia, Pescara, Caserta, Salerno, Foggia, Lecce, Crotone, Messina e Catania.
le misure
Di fatto sarà molto difficile coprire le lunghe percorrenze che sono il punto di forza di questa compagnia, non solo per la drastica riduzione delle linee, ma anche per la chiusura dei servizi igienici di bordo, che obbligherà gli autisti ad effettuare fermate intermedie straordinarie. Le misure di sicurezza prevedono la pulizia e la disinfezione dei mezzi alla fine di ogni corsa e nelle principali autostazioni, la dotazione di mascherine e guanti per tutti i conducenti, l’obbligo per i passeggeri di portare con sé e indossare sempre la mascherina, oltre che di mantenere la distanza minima dalle altre persone.
L’imbarco sarà consentito solamente dalla porta posteriore e sarà vietato, previa misurazione, a chi presenterà una temperatura corporea superiore a 37,5 gradi. Un dispenser con gel disinfettante sarà a disposizione dei passeggeri per l’intera durata del viaggio. Il controllo di biglietti e documenti avverrà in forma digitale, senza contatto fisico.
il commento
Andrea Incondi, Managing Director di FlixBus Italia, lamenta l’esclusione dalle misure di sostegno dell’economia previste dal decreto Cura Italia. Ne sono colpite, oltre alla sua società, le centinaia di piccole e medie imprese collegate.
«Esse – protesta Incondi – pur garantendo un servizio di pubblica utilità essenziale per molti non ricevono fondi pubblici, e senza un supporto concreto sono condannate a morte certa nei prossimi mesi. Chiediamo che si corregga il tiro al più presto, già nel passaggio di conversione in Parlamento, a tutela di un intero comparto e di una sana concorrenza nei trasporti. Per il nostro settore è questione di sopravvivenza. Per poter continuare ad operare con la capillarità necessaria l’aiuto delle istituzioni è imprescindibile».
Luciano Salsi
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