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Reggio Emilia, una storia di speranza: torna al lavoro a due anni dall’incidente

Adriano Arati
Reggio Emilia, una storia di speranza: torna al lavoro a due anni dall’incidente

Mauro Caroli compie 50 anni e ritrova il suo posto all’Olmedo: dopo la caduta dalla bici era stato a lungo in rianimazione

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Adriano Arati

REGGIO EMILIA

Una storia di speranza, rinascita e solidarietà. Sono giorni davvero particolari, e difficili da scordare, quelli che sta vivendo il reggiano Mauro Caroli. Ieri ha ripreso la sua attività come magazziniere nella sede Olmedo di Cavriago, a ventitré mesi dall’incidente in bicicletta che aveva fatto a lungo temere per la sua vita.

E oggi, come ciliegina, il magazziniere festeggia i 50 anni, di nuovo assieme ai colleghi e ai dirigenti che per due anni lo hanno atteso.

La Olmedo della famiglia Quintavalli è sempre rimasta a fianco di Caroli e della moglie Cecilia e ha lasciato aperta la posizione lavorativa: ora che il recupero fisico è completo, Mauro è tornato al suo posto, con mascherine d’ordinanza, nell’impianto dove vengono configurate ambulanze e mezzi sanitari. «Da quando Mauro ha avuto il suo incidente, abbiamo avuto tanta solidarietà, dagli amici, dai cittadini, dalle associazioni e dalla Olmedo. La famiglia Quintavalli ci è sempre stata vicina, si è sempre interessata a noi, ha tenuto il posto per il mio marito e vogliamo davvero ringraziarli. Penso sia giusto sottolineare l’attenzione e la vicinanza dimostrata nei confronti di Mauro», dice Cecilia.

Per il 50enne è il momento di sorridere dopo due anni davvero complicatissimi. Caroli, da sempre grande amante dell’attività fisica, tifoso della Reggiana e corridore, è caduto in bici il 1 luglio 2018 in via Simonazzi a Reggio, in un incidente dalla dinamica poco chiara. L’uomo cadde e sbatté la testa contro un albero. Una persona di cui non si conosce l’identità avvisò il 118 e fu soccorso subito.

L’allora 48enne passò oltre un mese in rianimazione a Reggio, dove venne sottoposto a diversi interventi per ridurre un ematoma cerebrale, e poi venne trasferito a Correggio, all’avanzatissimo centro di riabilitazione neurologica dell’ospedale San Sebastiano. Lì ha passato oltre otto mesi allettato e i medici hanno tentato con varie terapie di migliorare la situazione, senza escludere di dover anche ricorrere a nuovi interventi.

«Hanno provato in tanti modi, su mia richiesta hanno anche applicato una cura con la cannabis. Pian piano Mauro è migliorato e dopo ha fatto tanta riabilitazione, soprattutto nuoto con l’associazione Gast. A dicembre è riuscito a partecipare a una corsa, adesso sta bene ed è potuto tornare al suo posto di lavoro».

I primi mesi a casa sono stati difficili, Caroli era ancora in carrozzina, per i trasporti sanitari la famiglia si affidava all’Auser. Poco alla volta la situazione è migliorata, sia dal punto di vista clinico che del morale, sino alla ripresa quasi completa.

«Subito si pensava che Mauro non avrebbe mai recuperato completamente né la posizione eretta normale né il pieno uso del linguaggio, ed invece grazie all’aiuto di tante persone, amici, parenti, volontari e dell’azienda, siamo qui».

E c’è tanta voglia di ringraziare chi c’è sempre stato, in due anni lunghissimi e cupi. «Abbiamo sempre sentito vicinanza concreta. Siamo riconoscenti all’azienda per l’attenzione molto speciale che ha mostrato sino dal primo giorno, ci sembra giusto sottolineare quanto questa impresa sia stata speciale. I Quintavalli sono stati davvero presenti, così come gli amici e i colleghi», sorride Cecilia. —

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