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Lo sfogo del medico di Guastalla: «Negazionisti e complottisti? Prendano un caffè con un’anziana positiva a 10 tamponi»

J.d.p.
Lo sfogo del medico di Guastalla: «Negazionisti e complottisti? Prendano un caffè con un’anziana positiva a 10 tamponi»

Massimo Comunale, medico di medicina generale di Guastalla: «Questa paziente è malata da due mesi, chi nega il virus vada a trovarla»

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REGGIO EMILIA. «Ho una sola paziente positiva al Covid. Lo è da oltre due mesi. Dieci tamponi positivi. Sta bene, è solo sfinita. Ha bisogno di socialità, di vedere gente, di sentirsi parte viva della sua comunità. Io non posso permetterle di uscire. Mi è venuto una grande idea. Una genialata. Il professor Zangrillo ha molti estimatori, ha bucato lo schermo con la sua sparata e allora io invito i sostenitori di Zangrillo a far visita alla mia paziente. Andate a prendere un caffè, vi assicuro che è buonissimo, con la cremina fatta al momento. Ovviamente senza mascherina e senza distanziamento. Non meno di mezz’ora. Chi ci sta?».

Massimo Comunale, medico di medicina generale di Guastalla, è reduce da tre mesi «micidiali» durante i quali quattro dei 10 colleghi del suo ambulatorio si sono ammalati. Il dottore ha seguito 25 pazienti con Covid-19, di cui quattro con polmonite, uno dei quali è deceduto.

Nei giorni scorsi il medico ha letto un commento su Facebook, uno dei tanti nei quali è facile imbattersi in questo periodo, che gli ha fatto perdere la pazienza. Così ha deciso di replicare.

«L’invito è rivolto ai tanti negazionisti e complottisti. A tutti quelli che non credono ci sia stata la pandemia. Ieri ho “bannato” una signora che ha fatto insinuazioni deliranti. “Forse il virus non è mai esistito e forse le 33.000 persone sono morte d’altro”. Bella signora! L’invito è per lei, vada a prendere un caffè. L’invito è per tutti quelli che “oddio la mascherina uccide più del virus”. È per tutti quelli che uccide più l’infarto che il virus. Sono davvero tanti e sono fra noi, anche fra i miei pazienti, alcuni insospettabili».

Il professor Alberto Zangrillo ha fatto discutere con la sua affermazione in base alla quale il virus da un punto di vista clinico non ci sarebbe più. Parole che hanno dato adito a fraintendimenti, perché la minor carica virale del virus secondo molti dipende dalle norme di contenimento attuate in questi mesi e tuttora in atto. Parole che sono state distorte dai cosiddetti negazionisti, che ora Comunale invita a recarsi a casa della sua paziente.

«Chi ci sta? È una occasione fantastica! Poter dimostrare al mondo che il virus non infetta più nessuno. Che le restrizioni sono assurde, che ha sempre avuto ragione Trump. E allora forza e coraggio. In marcia verso la Bassa. Guastalla è troppo lontana? Non scoraggiatevi. Vi recate nell’ospedale più vicino e chiedete di fare volontariato nella terapia intensiva, senza mascherina e senza guanti, senza visiera. Da veri eroi. Non vale forse la pena morire per le proprie idee?».

La paziente di cui parla il medico è una donna di 83 anni. Ha avuto sintomi lievi per pochi giorni ma continua ad essere positiva ai tamponi. Anche un suo familiare ha avuto il Covid, con polmonite.

Sulla minor virulenza del virus il medico guastallese concorda: «Oggi il rischio è minore. Lo vediamo tutti i giorni. I pochi tamponi che facciamo sono tutti negativi». Lo stesso ex commissario straordinario Sergio Venturi ha detto che la minor virulenza è un fatto oggettivo, anche se ha precisato che il virus c’è ancora e non sarebbe prudente abbandonare le misure di precauzione.

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