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«Ritirarmi non è facile ma è giusto Qui servono energie giovani»

M.R.
«Ritirarmi non è facile ma è giusto Qui servono energie giovani»

Paola Silvi cede la libreria che aveva fondato trentadue anni fa «Ricordo di aver deciso di acquistarla mentre bevevo un caffè» 

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L’INTERVISTA

«Ritirarmi non è facile ma è la scelta più giusta che potessi fare». Così Paola Silvi, fondatrice e titolare della libreria All’Arco, racconta perché ha deciso di cedere il suo gioiello a librerie.coop, la catena indipendente di Coop Alleanza. «Non avevo messo in vendita la libreria ma poi ho avuto un colloquio con Nicoletta Bencivenni (presidente di librerie.coop, ndr) e ho capito che non avrei potuto lasciarla in mani migliori. Nicoletta ha la passione e l’entusiasmo che ho sempre avuto io».

Perché questo passaggio di mano?

«Fare il libraio è molto complesso, in Italia ancora di più: servono energie giovani, stimoli nuovi. Il perché mi ritiro lo riassumo in una parola: vecchiaia. Dopo 45 anni di duro lavoro è arrivato il momento di riposarsi».

Perché proprio librerie.coop?

«Perché sono sicura che il progetto che ho avviato verrà confermato. Rimarranno l’immagine della libreria, il logo, e tutti i ragazzi che hanno lavorato insieme a me e che formano un patrimonio di professionalità e conoscenza».

Il suo viaggio inizia nel ’70 alla libreria Rinascita come commessa, poi nell’88 la decisione di fondare All’Arco. Una vita tra i libri.

«Proprio così. Ma in realtà alla Rinascita ho iniziato come “spolveratrice” di libri, poi sono stata promossa commessa».

Quando ha deciso di aprire la sua libreria?

«Era una mattina del 1988, ero in cucina a bere un caffè, leggevo la Gazzetta di Reggio e ho visto il titolo “La Rinascita in vendita”. Ho deciso subito: la compro io. Mio marito mi ha dato della pazza, ma la storia mi ha dato ragione».

In questi anni cosa l’ha ispirata?

«Per me il libro è un oggetto prezioso che merita di stare in un ambiente consono. Ecco perché ho voluto creare una libreria bella, bella per me, ma poi è piaciuta a tutti».

Qual è la dote della libreria All’Arco?

«Spesso i reggiani portano qui amici e parenti che vengono da fuori, perché lo considerano un luogo bello e un punto di riferimento. Non sono tante le città con una libreria così. Ecco la dote dell’Arco». —

M.R.

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