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Nuovi Poveri 

Dalla Cia alla mensa della Caritas due quintali di prodotti nostrani

L.S.
Dalla Cia alla mensa della Caritas due quintali di prodotti nostrani

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REGGIO EMILIA

L’agricoltura sta soffrendo dell’attuale recessione assai meno di altri settori dell’economia. L’associazione Cia, a cui aderisce un cospicuo numero di agricoltori reggiani, ne ha tratto motivo per correre in aiuto dei nuovi poveri, che l'inevitabile confinamento ha moltiplicato in maniera preoccupante.

L’organizzazione no-profit Ases, creata dalla Cia per la cooperazione allo sviluppo, ha donato due quintali di prodotti nostrani, Parmigiano Reggiano, farina, vino, frutta e verdura, alla mensa Caritas di via Adua, a cui si rivolgono le persone realmente prive dei mezzi di sussistenza.

Li hanno offerti gli imprenditori agricoli per sostenere chi si trova in difficoltà. E non sarà l’unica donazione, poiché il progetto prevede di consegnare regolarmente alla mensa i prodotti della terra considerati in eccedenza o con lievi difetti.

Alla consegna erano presenti Ivan Bertolini, ex presidente di Cia Reggio e ora membro nazionale di Ases, l’attuale presidente Antenore Cervi, Giorgio Davoli per l’associazione dei pensionati Cia ed Elisa Nicoli, responsabile del Punto d’Ascolto Caritas. Bertolini ha promosso l'iniziativa sulla base di un recente monitoraggio su 101 centri diocesani della Caritas, che registrano il raddoppio, rispetto al periodo precedente, delle persone che si rivolgono per la prima volta ai punti d'ascolto. «In una fase estremamente difficile come quella che stiamo tutti vivendo – spiega Bertolini – è molto importante aiutare gli ultimi non solo nei paesi dove normalmente Ases opera con progetti di cooperazione internazionale ma anche nelle nostre città, dove sono in vertiginoso aumento le persone in difficoltà economica, sociale e psicologica. La pandemia e il conseguente confinamento hanno fatto emergere nuove povertà e hanno acuito le difficoltà per tutti coloro che già vivevano sulla soglia della indigenza. Se dal punto di vista sanitario si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel, altrettanto non si può dire per la situazione economica. Le previsioni preoccupano notevolmente».

Cervi pone l’'accento sulla gravità della situazione anche nella nostra provincia: «Il numero dei nuovi poveri è aumentato ed è destinato a continuare a crescere anche sul nostro territorio a causa della perdita di posti di lavoro e di remunerazioni sempre più basse. Si registra un drammatico incremento di persone preoccupate perché non sanno a chi chiedere aiuto: sono alla disperata ricerca di beni di prima necessità e cibo, non riescono a pagare le bollette delle utenze domestiche così come gli affitti, non sanno come sfamare i figli e si vergognano di trovarsi per la prima volta in difficoltà».

Elisa Nicoli esprime la gratitudine della Caritas con queste parole: «Un grande ringraziamento per le donazioni. Per noi sono davvero preziose perché ci permettono di continuare ad aiutare le famiglie indigenti e le persone in difficoltà».

Bertolini si augura che questi aiuti continuino: «L’auspicio – riferisce – è che, una volta spente le luci sull’emergenza post-Covid, la solidarietà non venga meno ma rimanga un punto fermo nell’agire e nelle scelte del quotidiano. Non siano i poveri, gli ultimi, gli emarginati e gli indifesi a pagare il prezzo più alto della crisi». —

L.S.

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