Gazzetta di Reggio

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gli aneddoti 

Quando il battacchio “sparì” finendo nel giardino dell’asilo

M.P.

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LUZZARA

Il campanone della torre civica, che montarono nel 1950 per sostituire la campana grande fusa al tempo della guerra, non ha mai funzionato bene.

Non era solo un problema di dimensione e di stazza: forse la campana era sbilanciata. Molte volte rimaneva “impiccata” e Nello Davoli doveva salire sul castello per sbloccarla.

Addirittura poco prima dell’elettrificazione si é scardinata, ed é uscita dalla propria sede. Il campanone venne tirato sulla torre.

Alcuni anni fa la torre era infestata dai piccioni, ma quando Nello ha iniziato non se ne vedevano molti: “c’era la fame” e la gente se li mangiava. E anche Davoli appena ne trovava qualcuno se lo portava a casa per cucinarlo. A causa della pioggia che entrava dai finestroni della torre, la polvere, l’umidità e soprattutto il ghiaccio, le corde si deterioravano velocemente e spesso erano da sostituire. Quando si strappavano bisognava salire sulla torre per annodarle.

Una volta si era perso il batacchio di una campana: Nello tirava la corda e la campana non suonava e quando andò a vedere che cosa era successo, si accorse che il batacchio era caduto nel giardino dell’asilo.

Nello abitava sotto la torre, nell’ultima casa di via Piave (al Burghen), ed aveva escogitato la soluzione per suonare l’Ave Maria della mattina con il campanone senza uscire di casa. Quando furono posizionate le due campane, il campanone venne collocato verso la sua abitazione. Il batacchio aveva un foro nella parte inferiore. Nello prese un fil di ferro che era lungo quasi tutta la distanza che andava dalla campana a casa sua e lo legò al batacchio.

Alla mattina, quando tutti erano a letto, invece di uscire di casa con il freddo per andare a tirare le corde nella torre al buio (perché nella torre non c’è mai stata la corrente elettrica), a Nello bastava tirare la corda del campanone dal pianerottolo di casa sua. Praticamente suonava le campane “da stare a letto”. —

M.P.

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