Spaccio e giovani costrette a prostituirsi Sgominata una banda criminale albanese
Emesse 9 ordinanze di custodia cautelare: 5 sfuggono alla cattura. Tra gli arrestati, la donna a capo dell’organizzazione
Miriam Figliuolo
CASTELNOVO MONTI
Dallo sfruttamento della prostituzione allo spaccio di cocaina, passando per altri gravi reati come furti e rapine: è un vero e proprio vaso di Pandora del crimine, di matrice albanese ma con complicità di rumeni e italiani, quello scoperchiato dall’attività investigativa degli uomini del luogotenente Marco Natale, comandante del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia carabinieri di Castelnovo Monti. L’altra mattina hanno eseguito, tra Reggio Emilia e il Bresciano, con il supporto dei carabinieri di Brescia, quattro dei nove ordini cautelari di carcerazione emessi dal gip del tribunale di Reggio Emilia, su richiesta del sostituto procuratore Giulia Stignani, nell’ambito dell’operazione chiamata “Telepass”.
In carcere sono finiti Liljana Shoshari, 35 anni, e Ionica Paun, 38 anni, entrambe albanesi e residenti a Rezzato, in provincia di Brescia: sono considerate al vertice – la prima il capo, la seconda il suo braccio destro – di una consolidata organizzazione dedita allo sfruttamento di giovani ragazze dell’Est Europa. Almeno 10 quelle per le quali i carabinieri hanno documentato l’attività di prostituzione. Ma si tratterebbe della punta di un iceberg. Assieme alla Shoshari, che era solita accodarsi ai Tir per uscire dai caselli autostradali senza pagare il pedaggio (da cui il nome all’operazione), e alla Paun, in carcere è finito anche un loro connazionale, il 27enne Emiljano Osmani, senza fissa dimora, che aveva il compito di controllare le ragazze sfruttate. I tre albanesi sono stati rintracciati nel Bresciano. Il quarto arrestato, ai domiciliari, è un 61enne di origine calabrese residente a Reggio Emilia, dove è stato raggiunto: Ludovico Ratta. Era lui l’autista delle ragazze: le accompagnava sul “posto di lavoro” facendosi pagare con soldi o prestazioni sessuali.
La prostituzione avveniva lungo la via Emilia fino a Parma, ma anche in appartamenti trovati dalla Paun che, a sua volta, riscuoteva parte del ricavato della prostituzione. Tra le giovani sfruttate anche parenti degli stessi arrestati, cosa che costituisce una delle aggravanti alla lunga lista dei capi di imputazione: associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione e una serie di singoli reati della stessa indole pluriaggravati, nonché innumerevoli reati concernenti lo spaccio e la cessione di sostanze stupefacenti, tutti in concorso tra loro e nell’unità del disegno criminoso.
Ed è proprio da un’attività investigativa antidroga iniziata nel 2016 dal Norm di Castelnovo Monti, e che ha portato all’arresto nel tempo di 17 persone e al sequestro di diversi etti di cocaina, oltre a una pistola, che si è poi aperto l’altro grave scenario legato alla prostituzione. La Shoshari, infatti, era tra i clienti abituali di uno spacciatore albanese di 32 anni arrestato nel 2017. —
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